Slow Food Italia: confronto aperto con società civile, studiosi e accademici

Si rafforza il percorso comune: al IX Congresso di Slow Food Italia giornata di confronto con organizzazioni della società civile, studiosi e accademici

Il percorso di apertura e inclusione di Slow Food è già iniziato: lo testimoniano le presenze alla seconda giornata di lavori IX Congresso nazionale di Slow Food Italia di organizzazioni e associazioni con cui costruire un percorso operativo su temi convergenti quali l’educazione, l’agroecologia, biodiversità, difesa dei diritti civili, partecipazione alla vita politica e sociale.

Di seguito una sintesi di alcuni interventi della giornata.

Marco De Ponte, direttore generale di Action Aid

Action Aid e Slow Food lavorano insieme per conquistare uno spazio dove i cittadini possano nuovamente intervenire e partecipare. L’intento comune è far sì che l’attivismo civico venga riconosciuto dalla politica come risorsa e non come ciliegina sulla torta, nella migliore delle ipotesi, o come elemento di disturbo nella peggiore. Le nostre organizzazioni possono occupare quel posto che è stato lasciato vuoto, consapevoli anche del fatto che i partiti sono diventati macchine per contare i cittadini, mentre le associazioni, le organizzazioni delle società civili invece fanno contare i cittadini. Vogliamo fornire l’opportunità e gli strumenti per impegnarsi su temi politici, a partire dall’inclusione sociale per Action Aid e dal diritto dell’accesso al cibo buono, pulito, sano e giusto per Slow Food. Ci poniamo come corpi intermedi nel dialogo tra cittadini e istituzioni, un invito che trova sintesi nel Festival della Partecipazione, appuntamento che arriva quest’anno alla terza edizione e che vede coinvolge, insieme a Slow Food e Action Aid anche Cittadinanza Attiva. Un’alleanza che rafforza l’idea che non possiamo agire come campanili isolati.

Giosuè De Salvo, responsabile Advocacy, educazione e campagne per Mani Tese

Il terreno comune su cui può e deve continuare l’alleanza tra le nostre due realtà è l’agroecologia, cioè il nuovo paradigma della produzione, della trasformazione e della distribuzione del cibo per arrivare, anche qui insieme, ai cambiamenti politici che stiamo perseguendo e che auspichiamo. La vostra associazione sta affrontando un percorso di apertura molto coraggioso e ambizioso che, mi auguro, mantenga i suoi caratteri di idealità, magari con maggior efficienza dal punto di vista organizzativo.

Salvatore Ceccarelli – Genetista

Non si può fare agricoltura basata sull’uniformità, come stanno facendo molti centri di ricerca finanziati dalle grandi multinazionali sementiere, perché i cambiamenti climatici in corso o la stessa conformazione del nostro pianeta ci richiedono diversità. È fondamentale coltivare la biodiversità, solo questo può darci un futuro migliore. Slow Food deve con forza continuare la battaglia per la non proprietà dei semi, perché ogni contadino possa essere svincolato dall’acquisto di semi ibridi e brevettati. Ogni contadino deve poterne disporre e selezionare quelli che meglio si adattano al proprio territorio. Solo così i contadini sono liberi di decidere.

Valeria Pivetta – Save The Children

Siamo convinti che la forma dell’associazionismo abbia ancora un futuro: Save The Children è un’organizzazione non governativa che si prepara a festeggiare i cent’anni. Ci rendiamo conto che oggi è necessario stabilire alleanze e unire le competenze. Ecco che con Slow Food lavoriamo per costruire una comunità educante. Le realtà locali di Slow Food sono diventate per noi un punto di riferimento importante. Gli orti che stiamo coltivando insieme nei punti di aggregazione ci permettono di unire competenze e strumenti e i risultati si vedono: i bambini che arrivano con una condizione di competenze più bassa rispetto agli altri, acquisiscono forza e migliorano le loro capacità relazionali, arricchiscono il lessico, e con loro le famiglie.

Marco Omizzolo – Sociologo

Il dialogo e il confronto sono importanti per non essere soli e migliorare il nostro lavoro. Questo vale in tutti i campi. Io, ora, sto lavorando a fianco dei braccianti agricoli sick dell’Agropontino, una comunità di 30 mila persone. In questo caso con Slow Food Latina stiamo costruendo un percorso di inconclusione che potrebbe diventare un esempio da replicare anche in altre zone.

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette e biodiversità di Legambiente

Insieme a Slow Food lavoriamo e possiamo farlo sempre più sull’agroecologia e sulla difesa della biodiversità. Le parole d’ordine della vostra associazione, cioè buono, pulito e giusto, vanno lette anche alla luce dei cambiamenti climatici: quindi interrogarsi insieme sul tipo di produzione, il cibo che ne deriva, con che lavoro è stato prodotto.

Franco Ferroni, responsabile Agricoltura e Biodiversità Wwf Italia

Con Slow Food dobbiamo continuare ad affrontare insieme le questioni legate all’Agricoltura e al cibo, quindi alla conservazione della biodiversità. La nuova apertura di Slow Food con il passaggio dalle Condotte alle Comunità può facilitare il dialogo con realtà locali, spesso comitati spontanei, che affrontano e lottano su problemi circoscritti dei rispettivi territori.

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