SALONE DEL GUSTO – “Un’agricoltura italiana di qualità per conquistare l’Europa”

L’ultima giornata del Salone del Gusto 2002 ha registrato la presenza dell’onorevole Francesco Rutelli, segretario nazionale della Margherita, tra i padiglioni di Torino Lingotto. L’ex sindaco di Roma si è aggirato curioso, in compagnia del segretario nazionale di Slow Food Silvio Barbero, tra gli stand di alcuni Presìdi italiani. Degustando il prelibato Violino della Valchiavenna e il raro formaggio Bettelmatt, e chiedendo informazioni sui Presìdi internazionali come quello del Lama andino, è poi giunto nella Sala Cittaslow dove ha illustrato alcune proposte sul tema “Sicurezza alimentare, tutela del consumatore”.“Il futuro di questo settore – ha dichiarato Francesco Rutelli – si trova in una nuova agricoltura che sappia difendere la biodiversità. L’Italia è leader della qualità in tanti campi importanti: l’agricoltura – che produce 90 miliardi di euro all’anno – è uno di questi e noi dobbiamo difenderla. Dobbiamo ottenere l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, per far capire quanto gli italiani hanno a cuore la qualità. Parma è la sede ideale per ospitarla, e maggioranza ed opposizione devono lavorare insieme per ottenerla: le condizioni ci sono”.Francesco Rutelli ha molto apprezzato lo sforzo di Slow Food nel difendere prodotti a rischio d’estinzione attraverso i Presìdi. “Complimenti a Petrini e al suo staff per il lavoro svolto in questi anni e per questo Salone del Gusto. Ho apprezzato molto l’idea dei Presìdi, soprattutto quelli internazionali, e prendendo esempio dal vostro lavoro, cercheremo di darvi un aiuto politico per continuare su questa strada”.In tema di sicurezza alimentare e tutela del consumatore, Rutelli ha una ricetta precisa. “Dobbiamo fare di tutto per dare garanzie ai consumatori: il nostro paese dovrebbe adottare un preciso sistema di etichettatura su tutti i prodotti, garantendo la rintracciabilità di tutti i passaggi, dal contadino al consumatore. Questi controlli sarebbero nell’interesse dei produttori, dell’industria agroalimentare e dei cittadini che consumano”.
Infine Francesco Rutelli si è congedato ringraziando ancora Slow Food, e chi opera nel settore, per il “messaggio di speranza e certezze che dà alle persone”.

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