Petrini ai Vignerons d’Europe: «La politica del vino deve essere fatta dai vitivinicoltori. A Bruxelles comandano le multinazionali»

«La politica del vino deve essere fatta dai vitivinicoltori» questo è il messaggio che Carlo Petrini, presidente Slow Food, ha voluto lanciare nella prima giornata di lavori di Vignerons d’Europe (5-7 dicembre a Montecatini Terme e Firenze). «A Bruxelles comandano le multinazionali» continua Petrini. «Noi dobbiamo contrapporre questa nostra multinazionale virtuosa di piccoli produttori. I vignerons e i contadini per aver peso nella politica europea devono fare sistema. È necessario che si rapportino con i ristoratori, i vari attori del settore e soprattutto con i consumatori, che io amo chiamare coproduttori, in quanto soggetti informati, attivi e responsabili. Noi oggi qui riuniti ci confrontiamo, scopriamo le diverse culture per creare una rete e superare i limiti del nazionalismo dei vignerons, troppo parcellizzati, forti sul territorio, ma con poca voce in capitolo a livello europeo. Creando questo movimento di piccoli produttori potremo far valere le nostre istanze basate su rispetto di identità, sostenibilità, qualità, tradizione ed economia locale. Questa è la nostra filosofia, una politica slow, ma con piede fermo».

«Il vino è un segno distintivo dei nostri territori, un punto di forza. Le belle cose della Toscana sono l’arte e la cultura, il paesaggio, la gastronomia e il vino. Ma il vino è la punta di diamante di un’agricoltura che attraversa una crisi di cui nessuno parla, e di cui ci accorgiamo solo quando agricoltori esasperati a causa dei suoi effetti, manifestano in strada. Ma il tema delle difficoltà dell’agricoltura non viene mai discusso, nonostante sia un settore fondamentale per le nostre regioni». Così il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, da “Vignerons d’Europe”, l’appuntamento di Montecatini Terme (Pistoia) nel ricco programma di “Vignaioli & Vignerons”, l’evento dedicato al mondo della vite e del vino, promosso da Regione Toscana, Slow Food, Arsia e Fondazione Sistema Toscana, fino al 13 dicembre in 60 comuni della regione.“Parlo non solo da Presidente, ma anche da assessore all’Agricoltura della Toscana. L’agricoltura oggi è tutela del territorio, una possibilità per continuare a vivere nei paesaggi rurali e montani, una nuova fonte di energia e soprattutto uno straordinario patrimonio culturale. I piccoli produttori, che sono anche i più colpiti dalla crisi, posseggono un patrimonio di tradizione che non deve essere perduto, e che ha bisogno del nostro sostegno. Questo è il messaggio che la Toscana vuol dare in questa occasione».

Per maggiori informazioni e il programma completo
www.vigneronsdeurope.com
www.vignaiolievignerons.it

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