Osterie d’Italia 2002 si presenta a Napoli

La dodicesima edizione del “Sussidiario al mangiarbere all’italiana” di Slow Food sarà presentata il 3 dicembre 2001 alle ore 10.30 in una sede prestigiosa, la Sala Italia di Castel dell’Ovo a Napoli, nel Porto di Santa Lucia. Qui, alla presenza del sindaco della città partenopea, Rosa Russo Jervolino, Paola Gho, curatrice della guida, e Giacomo Mojoli, vicepresidente di Slow Food, illustreranno l’opera e premieranno i locali insigniti dell’ambito simbolo della “Chiocciola”. Dopo la cerimonia, i partecipanti si trasferiranno alla Certosa di San Giacomo a Lauro, dove si terrà un pranzo all’insegna dei sapori di territorio curato dalle osterie campane. Alla manifestazione saranno presenti autorità locali, giornalisti e i collaboratori della guida.

In un panorama ristorantizio dove sempre più inarrestabile appare il dilagare delle mode, Slow Food continua a mantenersi fedele a quella “vieille cuisine” che rappresenta la vera identità alimentare del nostro paese. Con Osterie d’Italia Sussidiario del mangiarbere all’italiana esplora ogni angolo della penisola (concedendosi puntate in Canton Ticino e in Tirolo) alla ricerca di osterie, trattorie, ristoranti, enoteche, aziende agrituristiche capaci di esprimere al meglio la gastronomia di estrazione popolare. All’omologazione del fast food Slow Food oppone la varietà dei repertori regionali, alla triste banalità del cibo globale la ricchezza dei sapori locali, alla distrazione e alla fretta la memoria delle proprie radici: attraverso i sapori proposti dai locali più autentici di ciascun territorio viene così alla luce un grande patrimonio di civiltà e di cultura materiale.

Osterie d’Italia arriva con l’edizione 2002 al dodicesimo anno. Il volume racconta 1700 locali, con oltre 200 nuovi ingressi (contrassegnati dal timbro “novità”): di ognuno una scheda ripercorre la storia, la proposta gastronomica, l’ambiente mentre il simbolo della “bottiglia” segnala la presenza di cantine ben fornite e quello del “formaggio” una proposta casearia particolarmente ricca e originale. A 192 delle osterie consigliate è stato assegnato il simbolo della “chiocciolina”, a indicare “un locale che ci piace in modo speciale per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza in sintonia con lo Slow Food”.Quest’anno la guida si arricchisce di un’interessante appendice: l’elenco ragionato del Presìdi Slow Food, gli oltre cento progetti messi in opera dal movimento in Italia per salvaguardare e rilanciare produzioni a rischio di scomparsa.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No