Legalità, tutela dei suoli e diritto al cibo: questi i temi al centro del Congresso di Slow Food Italia

Si va dritti al cuore dei temi cari a Slow Food in questa seconda giornata di Congresso, in cui sono i delegati nazionali i veri protagonisti. Ecco quindi che si parla di educazione alimentare, del futuro della nostra agricoltura e del ruolo degli chef nella rete di Terra Madre, e Vittorio Fusari ci ricorda che ” il cibo è felicità”. Si passa poi alle riflessioni sul futuro, toccando i temi di attualità come la recente alluvione nelle Marche. Attesi gli interventi dei molti ospiti presenti in sala con cui Slow Food ha intrecciato solide relazioni politiche e sociali.
Standing ovation per Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera. È giustizia la parola chiave del suo intervento: «C’è bisogno di giustizia nel mondo, con cui vincere una guerra silenziosa combattuta con armi economiche che sta derubando milioni di persone di speranza e futuro». Don Ciotti passa poi ai fatti: «Ogni minuto si spendono 3 milioni di dollari per le armi e al contempo non ci sono i soldi per difendere la dignità delle persone. In Italia abbiamo 9 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà relativa e 5 in povertà assoluta». Per non parlare poi dei 7 milioni di persone che vivono un disagio lavorativo e dei 6 milioni di analfabeti. «Siamo agli ultimi posti in Europa nella dispersione scolastica, ma ai primi nella corruzione», continua Don Ciotti, denunciando la crescente forza delle mafie, che ormai contaminano gran parte della filiera agroalimentare. «Ferita, questa, che inquina economia e politica». Fondamentale quindi lottare contro la violenza in guanti bianchi e la mafiosità diffusa. «Se siamo uniti, è il bene che vince, perché i mafiosi non sono nessuno, la mafia è forte, ma la sua forza sta fuori dall’organizzazione», denuncia. «Non chiamiamoci più società civile, ma società responsabile, perché non possiamo essere cittadini a intermittenza. Non stiamo a guardare, ribelliamoci. La responsabilità è la spina dorsale della democrazia e della nostra costituzione. Responsabilità come sentimento morale, che nasce dal rapporto vivo con la propria coscienza. Se rinunciamo alla responsabilità, rinunciamo alla libertà». E conclude con un augurio: «Vi auguro di essere eretici, perché eresia in greco significa scelta. Eretici come chi, più della verità, ama la ricerca della verità». Don Ciotti parla dell’eresia dei fatti, della coerenza e del coraggio. «Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri e chi non si accontenta dei saperi di seconda mano. Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare la vera realizzazione. Chi non cede alla tentazione del cinismo e del’indifferenza, malattie spirituali della nostra epoca».

La parola passa poi a Roberto Moncalvo, presidente nazionale di Coldiretti, che esordisce sottolineando come «Slow Food è uno dei principali luoghi di costruzione di pensiero diffuso, ora di portata mondiale». Continua poi ricordando le grandi sfide che ci attendono, come la trasparenza nelle etichette, la battaglia sugli Ogm e sulla normativa relativa alle sementi: «La competizione agroalimentare è legata a un’azione di consumo becero che snatura il valore del cibo. Abbiamo una meta chiara ma c’è bisogno di coraggio e coerenza nelle scelte che facciamo». Per questo, nonostante «siamo due organizzazioni diverse, con direttive e modi di operare differenti, è fondamentale che collaboriamo soprattutto in vista dei grandi progetti come l’Expo 2015, dove noi, insieme, ci stiamo davvero concentrando sui veri contenuti di questo evento mondiale. La nostra è una missione fondamentale, dobbiamo lottare perché ciò che abbiamo ottenuto in questi anni passi ora ai nostri figli».
Altro tema incandescente è appunto la lotta contro gli Ogm, su cui interviene Stefano Masini, coordinatore della Task Force per un’Italia libera da Ogm. «Nelle politiche agricole il nostro nemico è la mancanza di regole precise, cosa sta avvenendo in questi anni con gli Ogm ne è un esempio». E continua: «abbiamo vinto solo il primo tempo della partita, perché se abbiamo i campi liberi dagli Ogm, ora dobbiamo liberare le stalle dai mangimi geneticamente modificati, e dobbiamo essere noi a sollevare il problema perché c’è una sola soluzione: restituire libertà alle filiere, riconoscere i prodotti per il valore che davvero hanno. E per questo abbiamo bisogno di un grande Slow Food». Temi questi cari anche a Maria Grazia Mammuccini, vice presidente dell’AIAB e parte attiva nei lavori della Task Force, che oggi, nel suo intervento, ha ricordato i valori da difendere per salvaguardare la nostra agricoltura.  

Impegni, questi, riuniti sotto il grande cappello della tutela del territorio, di cui ci parla Luca Martinelli, rappresentante del Forum Salviamo il paesaggio – Difendiamo i territori. Perché salvare il paesaggio non significa solo lottare contro la cementificazione, ma anche attuare «azioni di mappatura e sensibilizzazione delle comunità che presidiano i territori». Ecco quindi che diventano fondamentali il censimento delle vecchie varietà di viti o le attività produttive che permettono di lavorare sulle montagne e mantenerle in vita, riducendo così i rischi di dissesto idrogeologico. «Il grande valore del Forum è la sua dimensione locale», continua Martinelli. «La maggior parte delle nostre realtà è infatti costituita da comitati locali, che riescono portare avanti una riflessione che si trasforma poi nel vero modello di sviluppo che vogliamo per il nostro Paese».

Si parla invece di salute con Antonio Bonaldo, presidente di Slow Medicine: «L’associazione di professionisti della salute si propone di sviluppare e diffondere la cultura di una sanità sobria, rispettosa e giusta, che intende conciliare interventi di prevenzione, informazione, promozione della salute ed educazione a comportamenti equilibrati e sobri anche nell’ambito dell’alimentazione. Questo come metodo per la valorizzazione del patrimonio salute, ponendo al centro dell’intervento di cura la ricerca del giusto equilibrio fra l’uso di tecnologie e di terapie di efficacia dimostrata, il rispetto della persona curata e delle sue preferenze e l’attenzione alle risorse economiche e ambientali, in un rapporto strettissimo fra salute, ambiente e qualità della cura».

Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, presenta sinergie e interazioni tra le due realtà: «Vorremmo costituire un’alleanza tra le organizzazioni che condividono una certa visione di sviluppo che rispetti il lavoratore, l’ambiente e la salute, promuovendo la giustizia alimentare. Noi abbiamo agricoltori che incrementano la fertilità del suolo e una grande potenzialità ancora sconosciuta, di grandissimo aiuto in questo momento in cui i terreni, dopo anni di agricoltura intensiva, sono sempre più poveri». Non manca un pensiero al 2015: «In vista di Expo stiamo progettando un convegno importante a fine febbraio 2015, per dare voce a chi davvero s’impegna per nutrire il pianeta, per indicare una rotta diversa da quella attuale».

«Siamo lo stesso popolo, con grandi capacità di trasformare la società. Un popolo che partecipa alle scelte che lo riguardano, mettendoci impegno e allo stesso tempo entusiasmo e gioia». Così Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid. «Il nostro paese è stato descritto come “girlfriend in a coma”: no. Se qualcuno ha sfregiato, derubato, umiliato la nostra terra, oggi deve sapere che c’è gente che dice no. La guerra dei ricchi ai poveri, la guerra alla terra, la guerra alla bellezza del nostro paese non è accettabile. Le nostre due realtà sono unite dal desiderio di svegliare l’Italia: possiamo e dobbiamo far si che l’Italia tutta si rimetta alla testa di chi vuole un mondo più giusto, senza fame, in cui l”esclusione sociale risulti intollerabile a tutti e smetta di essere accettata come sottoprodotto della necessità di crescita di alcuni.». E conclude: «Oggi ho trovato addirittura poesia in un congresso: inusuale, bello. Da lunedì, pragmatismo e determinazione continueranno a unirci. Perchè l’Italia sveglia che vogliamo c’è già. Dobbiamo solo renderla visibile e forte, ascoltata e influente».

 

Il Congresso nazionale di Slow Food Italia si svolge dal 9 all’11 maggio presso il Centro Riva del Garda Fiere Congressi (Tn) con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento e di Trentino Turismo e Promozione, il comune di Riva del Garda e la Camera di Commercio di Trento. Si ringraziano inoltre il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, l’Apt Lago di Garda, l’Apt Rovereto e Vallagarina e Agraria Riva del Garda.

Hanno contribuito all’organizzazione e alla riuscita del Congresso le seguenti AziendeArmanini, Cantina Endrizzi, Cantina La-Vis, Cantina Sociale di Trento, Cantina Vivallis, Cantine Ferrari, Cavit Spa, Concast, Consorzio Tutela Vini Trentino, Erika Eis S.r.l., Federazione Trentina Allevatori, Felicetti, Istituto Trentodoc, LatteTrento, Lavazza, Levico Acque, Marzadro, Melinda, Mpartners, Novamont, Panificio Moderno, Sant’Orsola, Unipol, Vallarom.

 

Alessia Pautasso
Ufficio Stampa Slow Food

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