IV Congresso Slow Food: i temi principali

Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, ha lanciato ieri in apertura della prima giornata un appello alla folta rappresentanza di delegati giunti da tutto il mondo in occasione dell’assise del Movimento: lavorare intensamente, da qui al prossimo ottobre 2004, alla organizzazione del I Meeting dei Contadini e Produttori di Cibo che si terrà a Torino in concomitanza con il Salone del Gusto (21-25 ottobre). Un incontro tra circa 5000 produttori e altri operatori del settore agroalimentare mondiale, rappresentativi di un modo nuovo e diverso di intendere la produzione di cibo, attento alle risorse ambientali, agli equilibri planetari, alla qualità dei prodotti.

Un primo livello di lavori riguarderà grandi temi quali biodiversità, fame, povertà, acqua, sostenibilità, tecnologie tradizionali, agricoltura biologica, ruolo delle donne, legami tra sviluppo delle economie rurali e prevenzione dei conflitti.

Giacomo Mojoli, vicepresidente internazionale di Slow Food, ha lanciato una grande sfida: introdurre nell’ambito dei progetti di educazione alimentare e del gusto le grandi tematiche della sostenibilità ambientale in agricoltura, per creare una nuova ecologia dell’alimentazione. Secondo il modello di sviluppo occidentale, il benessere di un Paese si misura dalla crescita costante dei consumi; occorre capovolgere quest’ottica, per arrivare a consumare meno e con maggiore attenzione nel rispetto dell’ambiente.

Alice Waters, direzione Slow Food USA, è intervenuta illustrando il progetto attuato negli Usa legato agli School Gardens, veri e propri orti dove i ragazzi imparano a coltivare il cibo, sviluppare la manualità e stimolare i sensi. Slow Food Usa ha istituito un comitato di educazione che ha portato in soli due anni alla creazione di 30 orti scolastici permanenti. Al congresso di Napoli è stato ufficializzato l’impegno di tutta l’associazione internazionale per promuovere gli School Gardens nel mondo.

Non poteva mancare in questa sessione l’intervento di Alberto Capatti, responsabile didattico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo-Colorno, docente all’Università di Pavia, che ha parlato del rapporto tra formazione gastronomica e Università, nella prospettiva dell’apertura, il 4 ottobre 2004, del primo anno accademico di questo innovativo ateneo.

Josè Esquinas Alcazar, segretario Commissione Fao per le risorse genetiche. Ha spiegato le tante affinità tra la Fao e Slow Food e ha anticipato i temi del trattato vincolante già sottoscritto da 32 Paesi e in vigore fra qualche mese, riguardo l’agricoltura sostenibile, la equa ripartizione dei ricavi, i diritti degli agricoltori. Ha evidenziato come il progetto dei Presìdi Slow Food rappresenti una prospettiva concreta di sostegno all’agricoltura tradizionale nel mondo.
Oltre all’intervento di Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, hanno ripercorso la storia dei Presidi nazionali e internazionali Serena Milano e Anya Fernald, (Ufficio Presìdi di Slow Food, sede centrale) Luca Fabbri, Vito Puglia e Gilberto Venturini, Governatori rispettivamente della Toscana, Campania e Lombardia di Slow Food, Natsu Shimamura, delegata giapponese, Hielke Van Der Mullen, delegato olandese, nonché Casildo Quispe Nina, uno dei protagonisti della passata edizione del Premio Slow Food.

Cinzia Scaffidi, responsabile del Premio Slow Food per la Difesa della Biodiversità, e Corby Kummer (Slow Food USA) hanno raccontato la nascita e lo sviluppo del Premio Slow Food.Vandana Shiva, scienziata e ricercatrice indiana, membro della Giuria del Premio Slow Food, ha affrontato il problema dello sviluppo agricolo nelle comunità rurali tradizionali, con particolare riferimento alla biodiversità e ai problemi connessi alla pirateria genetica.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No