Gaetano Pascale: «Legambiente è un riferimento importante per chi si occupa di ambiente, di equità, di benessere»

Il presidente di Slow Food Italia, al 10° congresso di Legambiente

«Legambiente è un riferimento importante, per chi si occupa di ambiente, di equità, di benessere. In una società che continua a generare squilibri e diseguaglianze, che continua a riproporre schemi improntati sul denaro come fine e non sul benessere delle persone, il lavoro della società civile, attraverso il volontariato, l’associazionismo e l’impegno civico, rappresenta l’unico argine a questa deriva, un lavoro di compensazione, dalla parte dei più deboli», con queste parole Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia, ha salutato la platea riunita a Milano per il 10° congresso di Legambiente. Un congresso che guarda al futuro senza ricercare facili modernismi a partire del provocatorio titolo legambiente 10.0.

«Una società che ha impostato l’economia solo sul profitto, sull’accumulo di denaro. Non ci può essere alcuna competizione quando vi è una sproporzione sempre maggiore nella disponibilità di denaro fra i popoli e fra le persone. Bisogna rifiutare uno dei concetti che sta dietro a questa logica di competizione: il benessere di qualcuno può esserci solo a scapito del benessere di altri. Dobbiamo abbandonare questa logica per arrivare alla logica della cooperazione». Ha aggiunto Gaetano Pascale sottolineando l’importanza di un ambientalismo che sappia interpretare le istanze sociali e farsi promotore di battaglie per i diritti fondamentali dell’uomo, per l’accesso ai beni comuni: «Le persone, dal punto di vista biologico, vivono grazie all’aria, all’acqua e al cibo. Non è possibile vivere senza uno di questi tre elementi. Sarebbe naturale perciò, prima di qualsiasi ragionamento sulle opportunità economiche fornite da questi tre fattori, lavorare affinché esse siano garantite a tutti gli abitanti del pianeta. Dobbiamo lavorare per affermare che prima, molto prima di essere merce, questi elementi sono diritti fondamentali per le persone».

Leggendo il documento congressuale che in copertina ha parole come lavoro, innovazione, territori, bellezza, partecipazione, libertà, per far comprendere il valore di questi lavori, Gaetano Pascale aggiunge di aver apprezzato il riferimento: «all’agricoltura come settore baluardo in difesa della qualità alimentare, del lavoro e della biodiversità. La produzione del cibo rappresenta sia una delle principali cause, sia una delle vittime del cambiamento climatico, e potrebbe diventare, al contrario, una delle soluzioni. La produzione agricola ha assunto le caratteristiche dell’industria e i suoi principali obiettivi sono aumentare le quantità prodotte, massimizzare le rese e raggiungere i mercati internazionali. Temi del tutto dimenticati dalla COP21. Temiamo che non si sia solamente sottovalutata la questione ma piuttosto che non si vogliano affrontare i nodi celati dietro le logiche dei sistemi alimentari iper-produttivisti, a scapito delle economie locali e della tutela della biodiversità, prime vittime dei cambiamenti climatici in corso».

In conclusione Pascale rilancia: «Abbiamo già lavorato assieme, e con successo, su tanti temi, dagli Ogm alla coalizione per il clima, dalla difesa del suolo alla battaglia per gli agricoltori virtuosi della Terra dei fuochi. Sono convinto che dovremo continuare così, fianco a fianco, mantenendo le nostre reciproche specificità, nella direzione di un mondo più equo, più pulito e più accogliente per noi e per le generazioni che verranno».

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