COP21 – Slow Food: «Porte chiuse a cibo e agricoltura»

broccolo 2«Nonostante la produzione di cibo e le pratiche agricole costituiscano sia le principali cause che le possibili soluzioni al cambiamento climatico, non hanno ricevuto la giusta considerazione all’interno dei negoziati», commenta Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. «La parola agricoltura non viene menzionata all’interno dei testi ufficiali, e questo dimostra come manchi un’assunzione di responsabilità verso il nostro pianeta da parte dei rappresentanti riuniti a Parigi. Non c’era più tempo da perdere eppure si continua a perdere tempo.

Temiamo che non si sia solamente sottovalutata la questione ma piuttosto che non si vogliano affrontare i nodi celati dietro le logiche dei sistemi alimentari iper-produttivisti, a scapito delle economie locali e della tutela della biodiversità, prime vittime dei cambiamenti climatici in corso». Questa è solo una delle criticità di questo summit che lascia irrisolte parecchie problematiche essenziali per la riduzione dell’aumento del gas serra. «L’accordo che sembra profilarsi non fa ben sperare. Si sta giocando al ribasso rispetto ai timidi obiettivi di partenza», conclude Pascale.

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