Consumo di suolo: l’Italia ha bisogno di uno stop, non di un palliativo

Il Forum Salviamo il paesaggio: «I disastri del cemento selvaggio sono sotto gli occhi di tutti »logo_salviamoilpaesaggio

Il Forum nazionale dei movimenti per la terra e il paesaggio, che riunisce una rete di oltre mille organizzazioni e comitati locali, apprezza l’impegno del Parlamento per riavviare l’iter di approvazione di una legge che “limiti” il consumo di suolo agricolo. Ma non ritiene sufficiente l’impianto del provvedimento su cui si intende procedere, e ribadisce ancora una volta la necessità di legiferare per fermare radicalmente il consumo di suolo, un fenomeno che ormai ha travalicato i limiti della sostenibilità, come purtroppo ci mostrano l’attualità del dissesto idrogeologico e le conseguenti tragedie umane.

Già nel marzo scorso, dopo l’annuncio del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti di accelerare l’approvazione del disegno di legge d’iniziativa governativa, il Forum aveva rinnovato le osservazioni prodotte da un gruppo tecnico di oltre 300 esperti all’indomani del provvedimento sul consumo di suolo del precedente governo. Osservazioni che partivano, e continuano a porre l’attenzione:

  • sul riconoscimento del suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile,
  • sulla volontà di allineare le politiche del nostro Paese agli orientamenti espressi dall’Unione Europea,
  • sull’esigenza di individuare una roadmap suggerita dall’UE a tutti gli Stati membri per giungere al “consumo netto zero di suolo/territorio” entro il 2050,
  • sulla necessità di azzerare la possibilità di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente delle amministrazioni comunali,
  • sulla priorità data ai Comuni dotatisi di strumenti urbanistici “virtuosi” nell’accesso a finanziamenti statali e regionali per gli interventi di rigenerazione urbana.

Queste osservazioni costituiscono un documento già inviato ai ministeri competenti, alle Camere e alla Conferenza Stato-Regioni e illustrato in audizioni parlamentari.

Per realizzare questi ambiziosi, ma oramai non più rinviabili obiettivi, il Forum ribadisce pertanto, anche a fronte della recente conversione in legge del decreto Sblocca-Italia, di cui la discussione in corso dovrà necessariamente tener conto, la volontà di completare entro il 2015 la propria proposta di legge d’iniziativa popolare, sui cui mobilitare l’intera rete di comitati e associazioni che costituisce il Forum su tutto il territorio nazionale.

«Fermare il consumo di suolo è una necessità non più rinviabile – spiega Claudio Arbib del coordinamento nazionale del Forum – Da anni si susseguono disegni di legge governativi e proposte di legge d’iniziativa parlamentare senza mai giungere a una conclusione, mentre i disastri della deregulation e del cemento selvaggio sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto in questi giorni».

E mentre l’Italia frana sotto la pioggia, il Forum rinnova la richiesta di “rottamare” la legge Sblocca-Italia, appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale: è una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro, incentiva e finanzia la realizzazione di infrastrutture pesanti, porta all’estremo la deregulation in materia edilizia, fomenta la privatizzazione dei beni demaniali, scommette sui combustibili fossili, affossa i meccanismi di controllo istituiti dallo Stato nell’interesse pubblico.