Come ti stappo una bollicina

Le bollicine sono sinonimo di gioia, festa e convivialità. In questo periodo dell’anno, poi, raggiungono la massima notorietà: con brio ed eleganza troneggiano sulle tavole festive e sono un regalo sempre gradito. Ma per non arrivare impreparati al momento del brindisi, sapete come si stappa correttamente una bottiglia di spumante? Ve lo racconta l’ultima guida di Slow Food Editore, dedicata a Le migliori 100 bollicine d’Italia.

Come si stappa una bottiglia di spumante

Per bere al meglio una bottiglia di vino frizzante o spumante la prima operazione è portarla alla giusta temperatura di servizio, attorno agli 8°C per i vini più freschi, asciutti e secchi, fino ad arrivare ai 10-12 per i Metodo Classico di lungo affinamento, corposi e strutturati. Per un raffreddamento ottimale è indicata una permanenza di qualche ora in frigorifero oppure l’uso del classico secchiello riempito di ghiaccio (meglio se tritato), acqua fredda e sale grosso: in questo modo basteranno 10-15 minuti per raggiungere la temperatura adeguata. È sconsigliato il raffreddamento rapido nel freezer, che tende a “violentare” l’espressione del vino.

L’apertura sarà piuttosto facile se la bottiglia è stata chiusa con un tappo a corona, un po’ più complicata in presenza del tappo a fungo corredato di gabbietta metallica. In questo caso si deve mettere la bottiglia in posizione verticale e, senza agitarla, rimuovere la capsula esterna, liberando il tappo dalla gabbietta. Da questo momento è bene tenere premuto con forza un dito (solitamente il pollice) sopra il tappo per impedirne l’uscita, perché una volta liberato dalla chiusura di sicurezza della gabbietta potrebbe “partire”, soprattutto se il vino è stato scosso e non è ben freddo.

A questo punto con una mano si impugna la bottiglia, tenendola saldamente dal fondo e piegandola verso l’altra che terrà fermo il tappo, cominciando lentamente a ruotare una mano in un senso e l’altra all’opposto. All’inizio si tratta di forzare leggermente la chiusura del sughero operando con un po’ di forza, mentre quando “si sente” che il tappo sta per partire occorre cercare di bloccarne la spinta per calmierarne l’uscita. Si fa soprattutto per evitare il classico botto, che  non è contemplato nelle regole del galateo, ma per il 31 dicembre è concesso!

Il sabrage

La tradizione di aprire le bottiglie con un colpo di sciabola (in francese sabre, da cui sabrage) risale al periodo della Francia napoleonica, successivo alla Rivoluzione. La sciabola era l’arma d’elezione della Guardia Reale francese e della cavalleria leggera dell’esercito, gli ussari: viste le numerose vittorie ottenute vi furono molti festeggiamenti, durante i quali era prassi aprire le bottiglie con la sciabola d’ordinanza. Veniva sfilata dal fodero e fatta scivolare dolcemente ma con decisione (dalla parte della costa, non della lama) verso il collo della bottiglia: la forza che colpiva il labbro del collo, liberato dalla gabbietta di metallo, era sufficiente per rompere il vetro e separare di netto il collo dal collare della bottiglia che, assieme al tappo, veniva sparato via con forza dalla pressione contenuta nel vino. Questo tipo di apertura della bottiglia è spettacolare e molto suggestivo da vedere. Se si impara la tecnica (e il piccolo segreto è seguire il filo della saldatura verticale della bottiglia), sciabolare un Metodo Classico è facilissimo: non è una questione di forza ma di convinzione e scioltezza nel gesto.

 

Le 100 migliori bollicine d’Italia

Collana: Guide Slow

Pagine: 192

Prezzo di copertina: 14,90 euro

Prezzo online: 12,67 euro

 

 

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