Cina: un laboratorio d’avanguardia

Slow Food Great China e la Città di Chengdu sono lieti di organizzare e ospitare il VII Congresso internazionale Slow Food. Siamo onorati ed entusiasti ma allo stesso tempo sentiamo il peso di questa grande responsabilità.

Prima di tutto perché vorremmo far conoscere a un popolo immenso per tradizioni, per cultura e per la sua millenaria storia un grande movimento come Slow Food.

La Cina, si sa, vive grandi contraddizioni, ma quel che emergerà al nostro Congresso è tutta la volontà di cambiamento e l’apparire di un movimento nuovo che dalle campagne invade le città. Compito di Slow Food sarà riconoscere questo processo e alimentarlo.

Il Congresso è un traguardo per Slow Food China, ma è e deve essere un successo di tutta Slow Food. Perché questa è stata la grande intuizione di Carlo Petrini: aver visto la Cina come un laboratorio d’avanguardia e di ricostruzione rurale.

«I problemi che la nostra generazione non riuscirà a risolvere passeranno a quella successiva e se nessuno prenderà l’iniziativa e sarà disposto a fare sacrifici, i problemi non saranno mai risolti». A parlare è Pan Yue, ex viceministro dell’ambiente, in un recente intervento, segno che anche le istituzioni prendono coscienza della necessità di un’alternativa.

Lo scempio ambientale non è colpa dei giovani, ma diventa loro responsabilità porre rimedio. Ogni generazione ha il proprio destino, la generazione dei nostri padri è stata liberata dall’imperialismo, la nostra generazione ha avviato il processo di apertura e modernizzazione della Cina pagando un carissimo prezzo. Il destino della nuova generazione è applicare un modello di sviluppo durevole e adatto alla Cina. Per riuscirci dovranno fare appello a una buona dose di idealismo. E Slow Food sarà in prima linea, anche in Cina. Coglieremo l’occasione del Congresso internazionale a Chengdu per scegliere insieme quale strada percorrere, per ritrovare equilibrio e compiere qualcosa di straordinario. Perché il cibo riguarda tutti, e quando ci indirizziamo su un prodotto rispetto a un altro, facciamo politica perché andiamo a promuovere un modo di produzione, distribuzione, confezionamento che ha implicazioni sempre più importanti sulla nostra vita. Slow Food China vuole fare la sua parte con i progetti dei villaggi Slow, l’Arca del Gusto, i Presìdi e l’Alleanza tra cuochi e contadini, per ricostruire un rapporto armonioso tra le città e le campagne, per difendere e dare valore alla grande biodiversità cinese, per fare educazione e vivere il nostro futuro rispettando le nostre differenze. La Cina giocherà un ruolo importante.

Chengdu, chiamata anche terra dell’abbondanza grazie al suo clima e ai suoi generosi raccolti, ha voluto questo Congresso perché crede nei valori del cibo buono, pulito e giusto e nel futuro che vogliamo costruire insieme.

Con la più alta concentrazione di ristoranti al mondo, Chengdu è patrimonio gastronomico Unesco dal 2010. I sichuanesi amano stare a tavola con la famiglia e gli amici. La tradizione gastronomica della regione vanta oltre 5mila piatti tra il pollo gong bao, il maiale cotto due volte, l’anatra affumicata nel tè, il mapo toufu e ovviamente l’hot pot.

A 56 km dalla città c’è il Dujiangyan, un sistema di irrigazione costruito 2000 anni fa e che ancora rende fertili le campagne circostanti e serve la città di Chengdu. Questa opera è ancora più importante della Grande Muraglia: il Dujiangyan è una opera civile, costruita da governanti lungimiranti per il bene dei suoi abitanti ed è sintesi tra l’armonia dell’uomo con la natura e la difesa dell’ambiente.

Voglio paragonare simbolicamente il nostro Congresso e il lavoro che seguirà a quest’opera che sembrava impossibile da realizzare 2000 anni fa e che invece ancora ci serve. Questo Congresso dovrà ricordare alla Cina il suo rapporto millenario con il cibo e che dal cibo si può ripartire.

Lascio per ultimo l’aspetto forse più importante. Durante il Congresso, grazie alla presenza del professore Wen TieJun, direttore del Centro di ricostruzione rurale e studi avanzati per la sostenibilità dell’Università del popolo di Pechino, nonché presidente del nostro comitato scientifico, affronteremo con tutta l’attenzione necessaria, l’urgenza di fermare il cambiamento climatico. Organizzare un forum sul cambiamento climatico in Cina con la collaborazione del governo cinese, associazioni internazionali e cinesi no profit è un grande risultato e motivo di orgoglio per tutto il nostro movimento.

Infine, non nascondo l’emozione di tutti noi di Slow Food China di partecipare per la prima volta a un evento tanto importante per la nostra associazione e movimento. Il nostro augurio è che il nostro cibo, quello buono, giusto e pulito sia portatore di pace e amicizia.

Piero Kuang Sung Ling
Fondatore e coordinatore Slow Food Great China

 

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