Ci vorrebbe un miracolo

«Il mare sta morendo, signorina, e siamo noi gli artefici di questo disastro».
È una delle battute di Ci vorrebbe un miracolo, primo lungometraggio di Davide Minnella, prodotto da Fake Factory con il sostegno del Mibac – Ministero dei Beni Culturali, de l’Apulia Film Commission, della Regione Lazio e della Kofler spa.
Ci vorrebbe un miracolo racconta, per il tramite dei bravissimi Elena di Cioccio e Gianluca Sportelli, una ferita purtroppo vera con il graffio di una commedia: in termini tecnici si chiama “mocumentary”, ovvero una via di mezzo tra un movie e un documentary, quindi una fiction che racconta una questione reale.

La commedia-inchiesta di Minnella è straordinariamente efficace, perché riesce nella non facile impresa di parlare di cose serie con leggerezza e senza mai perdere il sorriso, il ritmo, l’attenzione. La ricerca condotta da Elena Di Cioccio si occupa dei nostri mari e prova a rispondere a una domanda scomoda, complessa e semplice al tempo stesso: che fine hanno fatto i pesci del Mediterraneo? Questa è la domanda del documentario, mentre quella della fiction è: perché mai i pescatori pugliesi tornano a riva con le reti gonfie di merchandasing su Padre Pio? Un miracolo, un monito o il risultato di un inquinamento senza precedenti?
A scendere negli abissi di questo oscuro mistero una (vera) conduttrice televisiva e il suo (inventato) e stordito cugino pugliese: insieme intervistano pescatori ed esperti del settore, questi tutti veri, rivolgendosi anche al Centro Studi di Slow Food il quale – indipendentemente dalla breve comparsa in video della sua direttrice Cinzia Scaffidi – ha collaborato anche alla stesura del soggetto e alla raccolta di documentazione su cui gli autori hanno poi lavorato.

Ci vorrebbe un miracolo sarà presentato al prossimo Salone del Gusto (Torino 23-27 ottobre), e questa è notizia ve la diamo in anteprima assoluta. Ma se avete occasione di gustarvelo prima, buona visione!

 

 

 

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio
comments powered by Disqus