Una Chiocciola all’ombra del Colosseo

Stiamo ripercorrendo insieme i trent’anni di Slow Food in Italia, attraverso il ricordo di chi ha fatto la storia dell’associazione. Voci storiche e voci nuove si intrecciano per raccontarci com’è cambiata Slow Food e come cambierà in futuro: Paolo Battimelli, fondatore e memoria storica della Condotta di Roma, ripercorre il lungo cammino della Chiocciola nella Città Eterna.

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Paolo Battimelli

Galeotto fu un pranzo di nozze. Quello di Paolo Battimelli nello storico ristorante Belvedere di La Morra, a metà degli anni Ottanta uno dei ritrovi gastronomici imprescindibili nelle Langhe: «Conoscevo Carlo Petrini per via della nostra comune militanza politica. In quell’occasione stringemmo i contatti, mettendo le basi per la creazione di Arci Gola a Roma» ricorda Battimelli, documentatore Rai e fondatore della Condotta capitolina.

All’ombra del Colosseo, Petrini e il gruppo dei braidesi avevano già trovato un sicuro rifugio durante le loro trasferte per le riunioni nazionali dell’Arci: il Cavour 313, uno dei primi wine bar italiani, aperto alla fine degli anni Settanta e ritrovo assai amato dagli enofili di sinistra. Oltre a Massimo Cacciari, Ferdinando Adornato e Valentino Parlato, vi trascorrono le serate anche i futuri fondatori del Gambero Rosso.

La capitale, in quegli anni, sarà teatro di un episodio spesso ricordato nelle cronache storico-gastronomiche. Il 20 marzo 1986 apre i battenti in piazza di Spagna il secondo McDonald’s italiano (il primo era stato inaugurato in sordina a Bolzano, nell’ottobre precedente): con i suoi 1200 metri quadrati viene presentato come il più grande al mondo e ancor prima dell’inaugurazione suscita aspre polemiche legate all’impatto urbanistico, oltre che alle abitudini e ai costumi alimentari dei “paninari”.

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I giovani della Condotta romana con Carlo Petrini

Appena quattro mesi dopo, con l’assemblea fondativa di Fontanafredda incomincia l’avventura di Arci Gola. La Condotta romana è fra le prime a nascere, nel 1987: «In poco tempo – racconta Battimelli – arrivammo a un migliaio di iscritti, affermandoci come uno dei nuclei locali più numerosi in Italia». Attivo, da allora, con iniziative a tutto campo: «Ricordo con particolare affetto due manifestazioni organizzate all’inizio degli anni Duemila. Con la prima, la passeggiata enogastronomica “ArcimboldoArciducaArcipreteArcigola”, attirammo una vasta attenzione coinvolgendo 1500 persone in una degustazione a tappe fra gli angoli più belli del centro storico di Roma. Altro momento memorabile è stato “Ombre rosse”, un weekend di approfondimenti e cene dedicato ai grandi vini piemontesi».

La Condotta di Roma è tra quelle che hanno saputo innovarsi meglio negli ultimi anni, aiutata dai ricambi di vertice e dalla coesione tra “vecchia” e “nuova” guardia: «Il merito principale della nostra fiduciaria Barbara Bonomi e del direttivo è aver dato spazio ai giovani. Ai nostri eventi vedo una percentuale sempre più alta di ragazzi e soprattutto ragazze».

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La sede di Slow Food Roma in via Petrarca 3

Da un anno e mezzo Slow Food è tornata ad avere una sede a Roma, nella centralissima via Petrarca. Proseguono anche gli appuntamenti con il Mercato della Terra, che dal 2013 a oggi ha cambiato più volte location ma si è ritagliato uno spazio, a dispetto della “concorrenza” di tanti mercati rionali: «In fondo, in una metropoli non sono tantissime le occasioni di incontrare i produttori e conoscere le loro storie – spiega la “memoria storica” della Chiocciola capitolina – Essere riusciti a consolidare questa presenza, così come i rapporti con l’amministrazione comunale, è un motivo di orgoglio e un obiettivo da rilanciare nel futuro».

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Il Mercato della Terra di Roma alla Casa internazionale delle donne

Nessun dubbio, del resto, nemmeno su quale sia la sfida per l’associazione nazionale: «Al Salone del Gusto mi sono addirittura commosso, ringraziando Carlo Petrini per quello che aveva realizzato. Ora quell’esperienza prosegue nella rete di Terra Madre: dobbiamo lavorare per renderla ancora più grande, perché racchiude quanto c’è di più bello in Slow Food».

 

Andrea Cascioli

a.cascioli@slowfood.it

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