Chi è il “vero cuoco”?

Nello scorso numero di RFood, l’inserto di La Repubblica in edicola ogni giovedì, dodici tra esperti e giornalisti che si occupano di gastronomia e cultura hanno scritto la loro previsione sull’anno appena iniziato. Tra gli interventi quello di Carlo Petrini che racconta l’etica degli chef portatori di generosità.

Parlare di cucina oggi significa attirare l’interesse di un pubblico vasto: lo dimostra il continuo proliferare di chef in televisione, pronti a mostrare abilità pratiche o semplicemente critiche. Per questo il cuoco – perdipiù in versione maschile – è diventato una vera e propria star ammirata da tutti ma lontana dalla società dei molti. La figura dello chef, però, non dovrebbe essere solo questo, ma molto, molto di più. Le cuoche e i cuochi, infatti, sono coloro che, con le loro scelte, possono recuperare e diffondere i prodotti e i saperi di un territorio, sostenendo i piccoli produttori custodi della biodiversità. Ma soprattutto, i veri chef sono coloro che hanno bene in mente l’elemento distintivo della gastronomia: la generosità. Un cuoco che non reputa importante questo valore e che non fa del cibo lo strumento per diffondere benessere in tutte le sue forme, non ha capito il potenziale immenso del suo ruolo.

Non è stato questo il caso degli oltre 50 chef che hanno aderito con sentito entusiasmo alla straordinaria iniziativa dei Barachìn dell’ultima edizione di Terra Madre Salone del Gusto: più di 4000 pasti preparati da rinomati ristoranti piemontesi e distribuiti nelle case di coloro che non potevano raggiungere il Lingotto e partecipare in prima persona all’evento, portando così nelle case il diritto al piacere e la gioia di mangiare insieme. Molti di essi stanno studiando come continuare questa esperienza. O ancora, personaggi come il mio amico Bottura che ha fondato Food For Soul, un’associazione che combatte lo spreco alimentare recuperando eccedenze alimentari, trasformandole in piatti fenomenali e servendole in mense comunitarie per bisognosi. È questa la veste del cuoco di cui abbiamo bisogno: non semplice celebrità ma promotore di cultura e fautore di inclusione sociale.

Ogni giovedì in con La Repubblica trovate l’inserto RFood che ospita la rubrica firmata da Carlo Petrini che racconta le storie di Slow Food e Terra Madre

 

 

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