Carote: mettiamo le radici a Ti porto nell’orto

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Questa settimana parliamo di un ortaggio molto utilizzato in cucina come base dei soffritti, come contorno, da mangiare crudo oppure cotto. Fa bene alla vista e la mangiano anche i bambini perché “fa diventare gli occhi azzurri”. L’abbiamo già citata nelle settimane precedenti parlando della famiglia a cui appartiene, cioè le Ombrellifere (o Apiaceae). Sì, stiamo parlando proprio di loro: le carote.

soffritto-1024x682Dacus carota L. var. sativus è il nome latino di questa pianta erbacea annuale che viene coltivata per la sua radice a fittone cilindrica e che, a seconda della varietà, può essere arancione, bianca, gialla e viola e può raggiungere i 20 cm di lunghezza.

Si semina nei mesi più caldi quando la temperatura raggiunge una media di 10-15°C e si raccoglie normalmente due mesi e mezzo dopo la semina, quando la radice raggiunge la grandezza desiderata, senza arrivare al suo massimo perché diventa dura e legnosa. Una volta raccolte, si possono conservare sotto strati di paglia ricoperti di terra. Predilige estati non troppo umide e fredde, né eccessivamente calde e asciutte. Richiede terreni profondi, ben strutturati, ricchi di sostanza organica, sabbiosi e tollera la presenza di sali. Se il terreno non presenta queste caratteristiche deve essere alleggerito ed è meglio che non sia ricco di scheletro, altrimenti le radici trovando ostacoli si accrescono in modo non lineare. Inadatti anche i suoli compatti, con ristagni idrici e formazioni di croste, ai quali bisogna dare un buono sgrondo dell’acqua.

In vaso

Se non si ha un orto a disposizione si può coltivare anche in vaso, l’importante è che sia abbastanza profondo in modo da ottenere ortaggi di dimensioni soddisfacenti. È preferibile la semina diretta ed è importante fare un lavoro preventivo per la preparazione del terreno. La profondità a cui devono essere piantati i semi deve essere di circa 0.50 cm, si deve mantenere una distanza di 5-10 cm sulla stessa fila e di 25-30 cm tra le file. Il pH ideale è compreso tra 6 e 7 e a queste condizioni la piantina impiega circa 10-20 giorni per nascere.

Fresh carrots in her bush about to be harvested

La raccolta

Per raccogliere le carote si deve agire delicatamente. Se sono in vaso non bisogna strapparle, ma spostare la terra ai lati e poi estrarle delicatamente. Se sono nell’orto si deve usare la zappa per zappettare tutto intorno alla pianta, facendo attenzione a non colpire la radice per poi tirarla con le mani.

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La cura

La carota può venire colpita colpita dai nematodi: vermi di forma cilindrica che vivono nel terreno e provocano bitorzoli sulla radice. Questi parassiti possono essere sconfitti con un lavoro preventivo come rotazioni e zappature.

Le carote italiane, anche se un po’ standardizzate, sono comunque le migliori in Europa dove c’è un sistema di coltivazione che permette di averle relativamente fresche in ogni periodo dell’anno.

Le carote tutelate da un Presìdio Slow Food sono le carote di Polignano (Puglia).

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A cura di Marta Menegaldo
m.menegaldo@slowfood.it

Fonti:
Il piacere dell’orto – Slow Food Editore

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