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“Resistiamo al fianco dei contadini, sosteniamo il cibo di qualità”. L’appello di Slow Food Campania e la mappa della chiocciola che resiste

L’intera popolazione mondiale, soggiogata da un nemico invisibile e per molti versi ancora sconosciuto, si sta confrontando in questi giorni con una crisi sistemica. La situazione sanitaria e le azioni necessarie intraprese al fine di tutelare la salute ed evitare il tracollo del sistema sanitario mostrano infatti quanto la società contemporanea si basi su settori e sistemi interdipendenti tra loro.

Da più parti, si sottolineano l’importanza e il valore “essenziale” della filiera agroalimentare eppure, in questo momento drammatico, il rischio che si corre è proprio quello di perdere di vista i contadini, primo anello della filiera, in quanto il sistema della Distribuzione Organizzata che sta girando vorticosamente per garantire la necessaria sussistenza ai cittadini del mondo, non ha né modo né tempo di tenere dentro i produttori di piccola scala, troppo spesso poco organizzati.

In questa rete puntuale e diffusa nelle campagne ci sono però le trame dell’identità culturale dei popoli, la tutela dei territori e quindi del pianeta. Qui infatti si trovano le tipicità a rischio d’estinzione, i prodotti agroalimentari artigianali liberi dalle minacce di un’omologazione planetaria dei gusti e dall’agricoltura industrializzata che ha perso le radici del gusto e il contatto con i piatti della tradizione.

Con la sospensione dei mercati e i vincoli normativi sempre più stringenti, i contadini hanno dovuto annullare tutte le occasioni di vendita perché vivono lontani dai centri cittadini. Un’intervista realizzata da Slow Food Campania a 92 aziende agricole che partecipano ai Mercati della Terra ha evidenziato che circa il 76% di questi ha perso oltre la metà del fatturato a causa di questa crisi e che il 38% si è visto improvvisamente crollare a zero le proprie entrate mentre solo il 9,5% ha migliorato le proprie vendite grazie alla possibilità di effettuare consegne e spedizioni.

Per questo motivo, Slow Food Campania, nel perseguire la propria attività istituzionale, ritiene utile mettere in rete tra loro le aziende e fare squadra con esse, amplificando così le possibilità di comunicazione dei singoli soggetti coinvolti: da oggi nasce una mappa dei produttori della rete di Slow Food ideata dai Mercati della Terra della Campania e disponibile sul sito web lachiocciolaresiste.it.

La mappa si rivolge ai consumatori ma anche ai negozi del dettaglio alimentare, i quali potranno così contattare direttamente i produttori di uova, ortaggi, salumi, formaggi, pane, pasta, frutta e olio extravergine d’oliva per completare una filiera sana, buona, pulita e giusta.

«Anche voi potete fare la vostra parte – invita il Comitato esecutivo regionale di Slow Food Campania. – Contattate direttamente i riferimenti nella mappa dei produttori lachiocciolaresiste.it. Portiamo in città i prodotti più buoni, sani e puliti delle campagne della Campania. Il pericolo è che, dopo l’emergenza, i nostri produttori, i custodi della biodiversità delle nostre terre e dell’ambiente, il patrimonio gastronomico della nostra storia regionale, potrebbe non esistere più. Diffondiamo questo appello, facciamo girare questa mappa, perché solo insieme si resiste».

Tra le altre iniziative messe in campo dalle Condotte e Comunità Slow Food della Campania, si distingue poi quella di Slow Food Napoli che raccoglie fondi da destinare alla spesa per la popolazione meno abbienteresidente nell’area metropolitana di Napoli. Sono molti infatti che, lavorando a cottimo o a giornata, oggi si trovano a fronteggiare una violentissima crisi economica. “Ci sembra il minimo che si possa fare – dichiara il Comitato della Condotta Slow Food – in quanto anche questo significa perseguire il diritto al piacere del cibo per tutti, come è nei fondamenti della nostra Associazione”.