Campagna olearia: Ticino, Basilicata, Emilia Romagna e Sardegna

Quinta e ultima puntata per la prima analisi della campagna olearia 2018. La parola a Ticino, Basilicata, Emilia Romagna e Sardegna

 

Basilicata

Annata molto difficile in Basilicata, simile al 2016, afferma Angelo Lo Conte, responsabile del progetto Slow Olive, con temperature estive miti e forte attacco della mosca. Le prime stime parlano di una perdita di produzione compresa tra il 50% e il 60%.

Tra le cause di questa perdita quantitativa vi è, come detto, l’attacco della mosca, con più generazioni che si sono susseguite durante l’estate e l’inizio dell’autunno e conseguente cascola abbondante e decadimento qualitativo delle olive. Ulteriori danni sono stati causati anche dal vento e dalla pioggia durante il periodo della raccolta con altrettanto notevole cascola di frutti.

Nel Vulture situazione si è rivelata ancora più drammatica a causa della scarsa allegagione e conseguente bassa produzione provocata da una gelata primaverile, che in alcune aree ha compromesso anche la chioma delle piante, con danni che potranno essere recuperati solo nel giro di alcuni anni.

La  qualità degli oli ha generalmente risentito della situazione, con prodotti che spesso presentano un valore di acidità alto e conseguente declassamento a vergini. Anche quelli con acidità entro i limiti di legge hanno generalmente una presenza diffusa di difetti, soprattutto riscaldo e muffa, legata alla scarsa qualità delle olive.

Emilia Romagna

I dati per l’Emilia Romagna sono contrastanti e vanno da una valutazione (invero molto ottimistica) di un -10% rispetto al 2017 a una, decisamente pessimistica, di -60%. Probabilmente la verità sta nel mezzo o poco più. Diciamo che una perdita del 40% della produzione è una stima realistica.

Il gelo invernale e la pioggia pioggia durante la fioritura hanno ridimensionato pesantemente i raccolti in Emilia Romagna, analogamente a quanto accaduto in tutta Italia. Le rese si sono dimostrate tendenzialmente basse a causa della raccolta precoce per prevenire gli ultimi attacchi di mosca, dopo un periodo estivo che ha visto il susseguirsi di più generazioni.

Sardegna

La stagione produttiva in Sardegna è stata disastrosa con una diminuzione di prodotto di oltre 60%, dovuta in parte a una carica produttiva iniziale scarsa, con aggravanti legate all’andamento climatico, piogge estive e autunnali frequenti, danni di cascola da grandine e vento, allagamenti degli oliveti con grave sofferenza delle piante. Così lo sconsolato racconto di Pietro Paolo Arca, responsabile del progetto olio in Sardegna. La sanità del prodotto, continua Pietro Paolo, è stata messa a dura prova dall’attacco della tignola prima e della mosca e delle crittogame dopo. La qualità, in queste condizioni, è stata gravemente penalizzata con una carica aromatica bassa, difetti frequenti di riscaldo, verme, alta pastosità, acidità e perossidi non ottimali. Chi non ha avuto grossi danni dal clima e ha controllato con costanza e assiduità il monitoraggio degli attacchi, è riuscito, con un numero elevato di interventi di lotta fisici, biotecnici, biologici e chimici, a contenere i danni. L’andamento climatico ha inoltre provocato una scarsa inolizione con rese molto basse, in parte legate al forte anticipo nella raccolta per cercare di ridurre il danno dall’attacco della Bactrocera oleae. Peggio di così….

Ticino

La situazione in Ticino è simile a quella della Lombardia, ci racconta Claudio Premoli dell’associazione Amici dell’Olivo del Ticino, pochi attacchi di mosca a macchia di leopardo. Il piccolo frantoio di Ennio Bianchi è stato inondato di olive. Anche coloro che non avevano mai prodotto olio si sono precipitati al frantoio con il loro piccolo quantitativo. Per gli olivicoltori più piccoli abbiamo organizzato la seconda edizione della raccolta collettiva dell’associazione per consentire comunque una produzione che ovviamente non andrà oltre il consumo familiare e qualche serata di assaggi. Chi ha raccolto prima dei lunghi giorni di pioggia, oltre che essere stato fortunato, ha avuto una resa molto più alta di coloro che a singhiozzo cercavano di raccogliere tra una pioggia e l’altra.

A cura di Mauro Pasquali con la collaborazione di Bruno Scaglione, Antonio Attorre, Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Saverio Pandolfi, Sonia Donati, Marco Antonucci, Angelo Lo Conte, Francesca Rocchi, Stefano Asaro, Pino Giordano, Marcello Longo, Pietro Paolo Arca, Marcello Longo, Stelio Smotlak.

 

 

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