Campagna olearia 2018: Molise, Sicilia, Puglia e Friuli Venezia Giulia

Quarta puntata per la nostra analisi sull’annata olearia 2018. La parola a Molise, Puglia, Sicilie a Friuli Venezia Giulia.

Molise

Molise, ulivi (r) 2006 Lucio Musacchio

Campagna difficile quella olivicola in Molise, racconta Bruno Scaglione. Oltre ai noti problemi che accomunano il Molise alle altre regioni del Centro Sud, attacchi di mosca e lebbra dell’olivo in prevalenza, ha condizionato l’annata l’andamento climatico sfavorevole. Le gelate invernali e il burian, il vento gelido di origine siberiana, a primavera, hanno stressato notevolmente le piante. Si calcola, ad oggi un calo produttivo attorno al 30%. Più penalizzata risulta l’olivicoltura costiera rispetto alle zone interne. Possiamo aspettarci oli di qualità? Sì, anche se in quantità ridotta, quelli prodotti dagli operatori professionali mentre per coloro che producono olio a livello amatoriale non c’è stata partita. I sentori sono meno intensi del solito, anche se con note verdi ed erbacee interessanti e con la piccantezza predominante sulle sensazioni amare. I produttori molisani di olio del Presidio, ad una prima ricognizione, sono riusciti a salvare l’annata.

Sicilia

Nella parte occidentale della regione l’annata si è palesata con qualità mediocre e bassa produzione, afferma Franco Saccà. I problemi sono cominciati al momento dell’allegagione, quando si è avuto una cascola dei fiori causati dal caldo eccessivo e dal vento. A giugno gli attacchi della mosca hanno provocato altri danni e, successivamente, l’arrivo della tignola ha completato il quadro. Non fossero bastati gli attacchi parassitari, l’estate secca con poche piogge ha dato il colpo finale alla produzione e alla qualità del prodotto. I produttori attenti alla qualità hanno iniziato la raccolta e molitura intorno al 25 settembre, la maggior parte ha portato le olive in frantoio attorno al 10 di ottobre. Tutto ciò ha comportato a produzioni inferiori del 50% rispetto all’anno precedente e qualità medio bassa. Spostandoci nella Sicilia orientale, Carmelo Maiorca conferma che la situazione appare pessima nelle province di Messina e Catania con significative riduzioni nella quantità e scarsa qualità. Il siracusano riesce parzialmente a tenere le posizioni e si registra persino un leggero incremento di circa il 10% nel ragusano. A influire negativamente ha contribuito non poco il clima sempre più incostante. I problemi sono cominciati nel periodo dell’allegagione a causa di temperature molto alte associate a condizioni siccitose e, soprattutto nell’ennese, a forti venti e piogge intense. Come in buona parte della regione, anche nelle zone orientali è stato poi particolarmente anomalo il mese di agosto, con diverse giornate di pioggia e clima umido proseguito a settembre. Tali condizioni hanno prima favorito lo sviluppo della tignola e dopo, con l’accrescere dell’umidità, agevolato gli attacchi della mosca olearia e, in alcuni casi della lebbra dell’olivo. Le prime informazioni sugli assaggi delineano un quadro generale di extravergini poco intensi. Le eccezioni si devono alle aziende che puntano alla qualità anche mediante pratiche agronomiche più accorte.

Puglia

Fin dalla primavera la stagione olearia pugliese, racconta Marcello Longo responsabile regionale di Slow Olive, si è segnalata per l’assenza produttiva di una estesa area che è coincisa con gran parte del nord barese, della zona dei Trulli e dell’Alta Murgia, a cavallo tra Bari e Taranto, a causa della gelata tardiva di inizio marzo, di fatto eliminando fin da subito un 20% della produzione. Buona parte delle coltivazioni, inoltre, ha subito l’attacco della mosca sin dalla fine di giugno, a causa delle condizioni climatiche calde e umide. A questa situazione pessima va aggiunta la mancata produzione degli oliveti colpiti dalla Xylella fastidiosa, con risultato che la quantità di olive disponibili alla raccolta si è rivelata modesta. La molitura, iniziata precocemente, tra l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre, ha premiato la qualità chi ha preferito molire prima, a scapito della quantità di olio in resa. Le moliture effettuate nel periodo di fine ottobre inizio novembre sono risultate carenti di qualità organolettica, con acidità al limite dell’extravergine e ugualmente bassa resa, a causa delle abbondanti piogge che hanno devastato l’intera regione.

In conclusione una annata con rese comprese fra il 9 e il 15% e un calo produttivo attorno al 50%. Dalle prime degustazioni sono emersi, tuttavia, alcuni oli di notevole spessore qualitativo, con sentori erbacei che prevalgono su quelli di frutta, causati, soprattutto, dalla raccolta precoce.

Friuli Venezia Giulia

L’andamento climatico particolarmente favorevole faceva presagire, a primavera, un’annata fantastica, da ricordare! Afferma Stelio Smotlak, responsabile di Slow Olive per il Friuli Venezia Giulia. E così è stato, generalizzando, anche se i diversi areali regionali hanno conosciuto sorte diversa. Sul Litorale triestino e lungo il Collio sino ai Colli orientali, l’annata è stata molto positiva con quantità sensibilmente aumentata e rese in decisa crescita, in particolare per la varietà bianchera che ha toccato il 17-18%. La varietà leccino si è attestata tra il 10 e il 13%. La qualità di entrambe si delinea eccellente. Nel Friuli centrale fino al Sandanielese sono stati riscontrati notevoli problemi causati da un nuovo parassita: la cimice asiatica. Questi insetti sono ghiotti di linfa e “succhiano” germogli e drupe: li bucano e ne assorbono gli umori. A livello di germoglio queste ferite aprono la strada ad invasioni fungine. Le aggressioni hanno in gran parte interessato il momento immediatamente successivo all’allegagione, causando cascola generalizzata dei piccoli frutti. Nel caso in cui l’attacco riguardi le drupe già sviluppate, la pianta reagisce bloccando la formazione dell’olio. La produzione è stata in questo modo largamente compromessa, con raccolta, in alcuni casi, pari a zero. Nella Pedemontana pordenonese la produzione ha tenuto e si manifesta in linea con le precedenti stagioni. Anche la qualità risulta confermata al meglio.

 

A cura di Mauro Pasquali con la collaborazione di Bruno Scaglione, Antonio Attorre, Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Saverio Pandolfi, Sonia Donati, Marco Antonucci, Angelo Lo Conte, Francesca Rocchi, Stefano Asaro, Pino Giordano, Marcello Longo, Pietro Paolo Arca, Marcello Longo, Stelio Smotlak.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio