Campagna olearia 2018: gli esperti Slow Food raccontano Toscana, Liguria e Lazio

Eccoci alla terza puntata del racconto di questa panoramica sulla produzione olearia 2018. Oggi ci occupiamo di tre regioni molto significative.

Toscana

«Come lo scorso anno il clima ha determinato una maturazione anticipata delle olive, tanto che molti frantoi hanno iniziato l’attività già a metà ottobre» racconta Sonia Donati, coordinatrice del progetto Slow Olive in Toscana. In un contesto produttivo nazionale che vede marcati cali, per la Toscana si sta profilando una discreta annata, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Seppur con l’eccezione di alcune zone costiere dove gli olivi hanno risentito del freddo tardivo, nella altre zone della Toscana, soprattutto quelle interne, si sta registrando una buona produzione. In particolare per la varietà Moraiolo questa campagna sarà ricordata come una di massima carica: una situazione che non si verifica da diversi anni.

Liguria

«È ancora sotto gli occhi di tutti, racconta Francesca Rocchi, quello che la Liguria ha subito ad ottobre, quando gli impressionanti e imprevedibili fortissimi venti hanno avuto la forza di sradicare alcuni ulivi, soprattutto nelle zone di Levante, in un’ annata che ha sorpreso per il forte anticipo di raccolta e una resa un po’ più bassa della media.» L’abbondanza delle olive ha però compensato la perdita generale e l’aumento produttivo regionale si attesta intorno al 25%, pur con una situazione eterogenea, con il Ponente che offre un extravergine molto centrato sulla tipicità della Taggiasca, con oli rotondi e molto equilibrati, anche se, probabilmente, non si dimostreranno così longevi. A fare da contraltare un Levante un po’ in difficoltà, anche per la gelata di febbraio, che ha dato vita ad oli più essenziali con picchi di pungenza abbastanza rari per la Razzola. Nel complesso una rara buona  annata di carico e assenza di mosca che porta  la Liguria ad un risultato più che soddisfacente.

Lazio

Pur tralasciando i problemi di allegazione, presenti in diverse regioni del centro Italia, e che già avevano fatto stimare una riduzione in prospettiva nelle zone della Sabina, Castelli Romani, Monti Tiburtini, occorre ricordare, quest’inverno, le folate di vento gelido a -14° che ha bruciato le chiome di moltissimi impianti. Lungo la Salaria, in provincia di Roma, ben pochi olivi hanno resistito. Lo stesso è avvenuto, anche se in modo non uniforme anche in altre zone, come racconta Stefano Asaro coordinatore di Slow Olive per il Lazio. Non bastasse questo serio problema climatico, si sono affacciate malattie come la lebbra e la rogna, che hanno trovato piante già stressate e quindi deboli nel reagire. In ultimo gli attacchi di mosca a partire da settembre, anche se più incisivi in Ottobre, hanno reso ancor più difficili alcuni raccolti. In questo quadro generale negativo, qualcosa di buono si sta mettendo in mostra, soprattutto nella Tuscia, con raccolti molto abbondanti e buona qualità nelle moliture. Lo stesso vale per Tuscania, Bolsena e parte di Vetralla. Più complicata la situazione a Blera e sulla costa.  Anche i Castelli Romani, la zona di Tivoli e la Sabina romana sono in grossa crisi, mentre la Sabina reatina si difende meglio ma con produzioni molto ridotte. A Cori, nell’alto pontino, riscontriamo riduzioni significative di quantità, mentre la situazione a Priverno e Sonnino è migliore ma sempre con percentuali ben al di sotto delle medie usuali. Da Itri verso sud, le notizie parlano di oliveti a zero produzione e altri in forte crisi. In Ciociaria ancora situazioni alterne, con Veroli che presenta buoni raccolti e altre zone maggiormente in crisi. Gli oli finora assaggiati presentano, tranne pochi casi, una struttura abbastanza esile pur se armonici, profumi ben composti ma attenuati e molto plauso va a chi sta interpretando saggiamente le moliture, ma ancor più a chi ha anticipato i raccolti evitando la mosca e mantenendo vivacità espressiva dalle olive integre disponibili.

A cura di Mauro Pasquali con la collaborazione di Bruno Scaglione, Antonio Attorre, Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Saverio Pandolfi, Sonia Donati, Marco Antonucci, Angelo Lo Conte, Francesca Rocchi, Stefano Asaro, Pino Giordano, Marcello Longo, Pietro Paolo Arca.

 

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