Burian, dopo la grande gelata occhio ai prezzi

Che buriana! Il nome del vento gelido della Siberia che in questi giorni ci ha fatto tremare di freddo e ha contribuito a imbiancare la Penisola è tutto un programma: Burian.

Lecito pensare che i contraccolpi sui mercati ortofrutticoli possano esserci ma è meglio fare il punto per non creare confusioni e soprattutto non incappare in errori di scelta o, peggio, in speculazioni. Già, perché non sarà tutto drammatico e i prezzi di alcune derrate non dovrebbero cambiare.

E, se seguirete un po’ più scrupolosamente la stagionalità nei vostri acquisti, non dovrete lamentarvi se prodotti come pomodori, zucchine e melanzane vedranno i loro prezzi schizzati in alto.

Più che comprensibile del resto: questi prodotti al Nord sono completamente fuori stagione, sono raccolti al Centrosud (zucchini in Lazio, pomodori e melanzane in Sicilia) da serre non riscaldate e quindi sostenibili, ma il freddo di questi giorni intaccherà soprattutto loro.

Lo stesso discorso può valere per finocchi, cavolfiori, broccoletti e cime di rapa, coltivate invece all’aperto ma nelle stesse zone.

Tutti questi ortaggi costeranno inevitabilmente molto di più e dovremo farcene una ragione, magari rinunciando – com’è più logico che sia – a mangiare zucchine per un paio di settimane in inverno, mentre fuori impazza il Burian.

La cosa positiva però è che altri ortaggi come patate, rape, zucche o radicchi, oppure frutta come gli agrumi (una temperatura a tre o quattro gradi non fa che aiutarli a maturare bene), mele e pere, non dovrebbero subire contraccolpi.

Se noterete un loro aumento di prezzo nei prossimi giorni, magari facendo riferimento al gelo, vi staranno quasi certamente cercando di fregare: tranne gli agrumi tutti quei prodotti sono già stati raccolti e sono stipati in celle o in ambienti speciali per immagazzinarli o imbianchirli.

Quindi non ci sarà una vera e propria buriana: sarà sufficiente come sempre attenersi a un consumo consapevole dei prodotti giusti nella stagione giusta, magari limitandosi ad accorciare il chilometraggio di ciò che ci concediamo.

Di prodotto locale ne rimane ovunque e quindi sarà nostro compito cercarlo con attenzione per non incappare in aumenti più o meno giustificati.

E poi, se come molti tenderete a stare rintanati in casa, aprite il vostro frigorifero e datevi il compito di finire tutto quello che c’è: la cucina anti-spreco ormai vanta molti ricettari (come il nostro A tavola senza sprechi) ed è perfetta se non si ha nemmeno voglia di fare la spesa.

 

Carlo Bogliotti

c.bogliotti@slowfood.it

da La Stampa del 24 febbraio 2018

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