Bufale indigeste. Ecco quali sono i falsi miti sul cibo

Un tempo si chiamavano miti da sfatare. Più recentemente sono state classificate come bufale. I più contemporanei e anglofoni le definiscono fake news. Sono credenze, spesso legate anche a presunta saggezza popolare o alle tradizioni. Tante sono quelle nel campo dell’alimentazione, ma l’Istituto superiore di Sanità, organismo autorevole e indipendente a livello italiano, ha voluto fare chiarezza con un’apposita pagina sul suo portale, nella sezione “Falsi miti e bufale”.

Con un linguaggio semplice e non troppo tecnico, citando studi e fonti, l’Istituto smentisce numerose leggende metropolitane. Ad esempio, non è vero che mangiare gli agrumi la sera faccia male, perché «non c’è alcuna prova scientifica che dimostri che arance e agrumi siano da consumare in specifici momenti della giornata, né che possano influenzare in modo negativo la digestione per individui in salute».

«Le patate vanno consumate subito perché altrimenti diventano tossiche» è una raccomandazione che molte mamme o nonne rivolgono spesso ai famigliari. Anche questa notizia è destituita di ogni fondamento. «L’origine della falsa credenza – è scritto dall’Iss – di dover mangiare le patate appena cotte, probabilmente è dovuta al fatto che alle volte, dopo la cottura, le patate possono scurirsi. Il loro eventuale colore grigio-nero non ne cambia però sapore né valore nutrizionale. Questo fenomeno non avviene sempre ed è indipendente dal tipo di cottura: siano esse bollite, fritte o arrosto».

Deriva dal strapotere del marketing e non dalla presunta saggezza popolare il mito secondo cui il kamut sarebbe un cereale antico. Si tratta, infatti, di un marchio registrato dalla società Kamut International che coltiva questo cereale in monopolio. Per alcuni è conosciuto come il “grano del faraone”, perché i semi sarebbero stati trovati in una tomba egizia, ma anche questa è una leggenda creata ad arte dall’azienda.

Il Kamut è la varietà di grano Khorasan, che è originario dell’Iran. È coltivato anche in Italia e si chiama Saragolla. E non è adatto per i celiaci perché contiene glutine e non è sostenibile, dato che arriva sulle nostre tavole o nei negozi dopo il lungo viaggio transoceanico.

È una bufala, secondo l’Iss, anche che consumare grano trattato con pesticidi favorisca l’insorgere della celiachia. Non ci sono prove scientifiche che colleghino i due eventi. Forte anche la presa di posizione sull’utilizzo di cibi senza glutine per una dieta più salutare. Si tratta di prodotti trattati e confezionati con l’aggiunta di grassi che vanno utilizzati da chi ha la celiachia e non da altri, «per moda».

False credenze che non si limitano a ciò che mangiamo, ma anche a quello che si beve ogni giorno. Non è vero, infatti, che l’acqua del rubinetto faccia venire i calcoli renali. «Il consiglio molto diffuso di utilizzare acque leggere – è scritto nel post che smentisce le bufale – o moderatamente oligominerali in sostituzione dell’acqua del rubinetto per evitare la formazione di calcoli non è giustificato da evidenze scientifiche. È bene infatti ricordare che la formazione dei calcoli, per lo più costituiti da ossalato di calcio, dipende in molti casi da una predisposizione individuale o familiare, in quanto il rischio è più elevato se ci sono in famiglia altre persone che ne soffrono».

Falso anche che l’acqua non vada bevuta durante i pasti, ma solo prima o dopo. «Evitare l’acqua mentre si mangia – certificano gli esperti dell’Iss – porterebbe ad un doppio vantaggio: digerire più facilmente e dimagrire in modo più rapido. Non è vero! Bere una giusta quantità di acqua (non oltre i 600-700 ml) durante il pasto, serve infatti a migliorare la consistenza degli alimenti ingeriti svolgendo quindi un ruolo importante nella digestione. Solo se si beve un’eccessiva quantità di acqua, i succhi gastrici vengono diluiti e quindi i tempi della digestione si potrebbero leggermente allungare».

Le sorprese riguardano anche frutta, zuccheri, pesce. E sono tanti gli spunti su diete, controlli in campo alimentare, rimedi arcaici per curare patologie e dolori che potete trovare a questo link.

 

Andrea Garassino

a.garassino@slowfood.it

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio