Bolivia: ecco cosa ci aspetta con il cambiamento climatico

Lago Poopo Bolivia BbcIl lago Poopó, 3700 metri sul livello del mare, nell’altopiano andino, è il secondo più grande della Bolivia. O meglio, lo era: è stato infatti da poco dichiarato ufficialmente prosciugato, il suo livello odierno è al 2% del volume originale, e il processo sembra ormai irreversibile. Le cause sono diverse, dal progressivo esaurimento dei ghiacciai delle Ande, principali sorgenti delle acque del lago, all’influsso di fenomeni metereologici come El Niño, fino all’impatto delle oltre 100 miniere locali e delle attività agricole sui corsi d’acqua affluenti. Ma la ragione principale, secondo gli esperti, è il cambiamento climatico reso sempre più grave dal consumo esagerato di combustibili fossili.

Un’inquietante anteprima degli effetti che il nostro pianeta potrebbe subire su larga scala, se non interverremo per limitare le emissioni inquinanti e orientarci su ritmi e metodi di produzione più sostenibili. Le prime vittime di questo disastro sono state le famiglie locali, più di 100, che hanno dovuto vendere il loro bestiame e abbandonare la tradizionale attività di pesca. Nel giro di pochi anni i piccoli centri abitati si sono svuotati, i giovani sono andati a cercare lavoro nelle metropoli più vicine e le barche abbandonate nel fango ormai secco sono l’unica traccia delle comunità che un tempo abitavano qui. Anche la fauna ha pagato un prezzo salatissimo: sono quasi un centinaio le specie animali scomparse insieme all’ecosistema del lago.

Secondo le organizzazioni ambientaliste e gli attivisti locali, la responsabilità va cercata nel governo boliviano, che avrebbe ignorato un allarme lanciato fin dagli anni ’80 sul livello del lago, sull’inquinamento da metalli pesanti e sulla cattiva gestione delle risorse idriche del Paese. Dal canto suo, il presidente Evo Morales ha recentemente chiesto all’Unione Europea 140 milioni di dollari per il trattamento e il dragaggio degli affluenti: ma il timore dei biologi è che la siccità coinvolga altri ecosistemi andini, dato che negli ultimi anni le temperature medie in questa parte della Bolivia si sono innalzate di un grado Celsius. Una spada di Damocle che arriverebbe a minacciare persino la capitale, La Paz.

Fonte: theguardian.com
Foto: Bbc

Di Paolo Tosco
p.tosco@slowfood.it

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