Benvenuti al ristorante Scialacqua. Guida semiseria alle acque più care del mondo

L’acqua minerale più cara del mondo si estrae a 1300 metri di profondità nelle isole Hawaii e si chiama Kona Nigari. I flaconcini da 10 ml (un decimo del Crodino) sono venduti a 33,50 dollari. Va detto che quest’acqua è un concentrato, non va bevuta così com’è ma dev’essere diluita con acqua normale.

Pare che il Giappone ne ordini 80mila unità al giorno. L’acqua è “ricca di sostanze minerali e priva di qualsiasi tipo d’inquinante” e sembra che abbia la capacità di far perdere peso, ridurre lo stress, migliorare la tonicità della pelle e favorire la digestione. Come no.

Filologicamente “Kona” si riferisce alla zona di estrazione, nelle Hawaii, mentre “Nigari”, in giapponese, indica il residuo liquido dell’acqua marina da cui è stato estratto comune sale da cucina. Perché mai un’acqua delle Hawaii dovrebbe avere un nome giapponese? Semplice, perché pare sia una bufala del web.

Milletrecento metri sotto le Hawaii non c’è neppure la botola segreta di Lost. I burloni della rete però sono stati sobri d’immaginazione perché, come sempre, la realtà è più ubriaca, anche se si tratta di acque, della fantasia.

Un flaconcino della costosissima Kona Nigari: verità o leggenda del web?

Se, in tema di H2O, l’unica distinzione sensata vi sembra fra naturale e frizzante, lasciate perdere ciò che segue. Se credete che bere Perrier, Voss oppure Lurisia Bolle&Stille sia uno status da ricchi, lasciate perdere. Se a Natale vi hanno regalato una bottiglia di Evian Collection 2009 Jean Paul Gaultier (21,30 dollari), lasciate perdere (e avete amici alla Scrooge).

Perché, adesso, qui al ristorante Scialacqua, passeremo in rassegna l’Acqua con la A maiuscola. Acide, alcaline, amare, dolciastre, ferrose, pietrose, canadesi, islandesi, neozelandesi ma, soprattutto, carissime. Andiamo a stappare.

Dorata, di cristallo, meteoritica

Secondo Forbes, la Bling H2O è l’acqua più cara del mondo. Una bottiglia da 750 ml costa 35 dollari. Se vi sembrano pochi, potete spendere molto di più. Esiste, infatti, la Bling H2O Dubai Collection The Ten Thousand, sul cui vetro (ovviamente numerato) sono applicati a mano 10mila cristalli Swarovski.

Il droghiere sotto casa vostra probabilmente non la tiene, ma la potete trovare all’Harvey Nichols Department Store di Dubai. Oppure in rete, sul sito dell’azienda. Quanto costa? Un’inezia. Solo 2600 dollari a bottiglia.

Consigli di utilizzo? Metterla nella moka insieme a tre cucchiaini di caffè Kopi Luwak, ottenuto dagli escrementi di un marsupiale che vive nella foresta indonesiana (71,95 dollari l’etto su Paradise Coffee).

Ancora sete? Allora vi consigliamo la Fillico Beverly Hills, 100 dollari per una bottiglia da 750 ml di prezioso liquido sgorgato ai piedi del Monte Rokko a Kobe, in Giappone, famoso anche per la produzione dei migliori sake. In virtù della limitata erogazione alla fonte, sono vendute solo 5mila bottiglie al mese.

Per chi non si accontentasse della versione base, esiste anche qui un’edizione limitata, la The King and Queen Version, i cui tappi riproducono in oro la corona di Federico II con inserti, ça va sans dire, di cristalli Swarovski. La potete trovare al Ritz Carlton a Tokyo oppure sul web. Costa 230 dollari e insieme, direbbe David Letterman, vi portano anche un cappellino con scritto: “Idiota”.

Ma fin qua il prezzo è dato soprattutto dal packaging che, come si sa, non disseta. Allora passiamo all’Exousía Gold Luxury Water Experience, un’acqua a base di petali d’oro.

Come recita la cartella stampa: «I petali d’oro Exousía sono frutto di un segreto industriale. Unici nel loro genere, interagiscono correttamente con le particelle dell’acqua grazie all’elegante rituale Exousía-shakering, appositamente studiato, e al puro vetro vergine della speciale bottiglia, con un effetto benefico di rigenerazione cellulare e di elisir antiaging e antistress».

Quanto dovete spendere? Si mormora che l’edizione limitata, presentata in un lussuoso cofanetto artigianale, costi appena 1000 euro. Ideale per buttare giù la polpetta da 10 once di manzo di Kobe purosangue Wagyu, massaggiato a mano tutti i giorni (175 dollari). Ruttino? Fate voi.

Sappiate però che la moda delle acque minerali di lusso spopola soprattutto tra i giapponesi, che sono i più disposti a sborsare cifre esorbitanti per un bicchiere d’acqua. La più cara in commercio è la pregiatissima Super Nariwa, che sgorga da una sorgente «creata milioni di anni fa nella roccia magnetica da una tempesta di meteoriti e dall’eruzione di un vulcano marino» (manca solo Godzilla!).

Secondo i produttori, Super Nariwa avrebbe miracolosi effetti sulla salute: non solo aiuterebbe a sentirsi più forti ed energici, ma faciliterebbe addirittura il ringiovanimento delle cellule. Per saperne di più fate un giro sul web. Se, invece, siete di quelli che comprano a occhi chiusi, una micro bottiglia da 10 ml vi costa solo 99.95 dollari. Dorian Gray di tutto il mondo, aggiornatevi (a poco meno di 10mila dollari al litro)!

Gocce di pioggia, ghiacci millenari, acqua santa per mistici milionari

Ma tra le acque minerali più care sono da segnalare quelle il cui processo estrattivo comporta effettivamente costi elevati. Stiamo parlando di quelle prodotte dagli iceberg o ricavate dall’acqua piovana. Fra le prime vanno citate almeno l’Icelandic Glacial, la cui sorgente è la leggendaria fonte Olfus, in Islanda, formatasi durante una massiccia eruzione vulcanica oltre 4500 anni fa, e la canadese Iceberg Water.

Si tratta, sostengono i produttori, di acqua purissima e incontaminata da qualsiasi pur remota radiazione o prodotto nocivo: è l’acqua della preistoria, ma anche del pre-inquinamento. Tutto vero, ma qualcuno ha considerato eventuali tracce di pipì di mammuth? Non lo sappiamo.

Il problema non si pone con le acque ricavate dalla pioggia. La Cape Grim, ad esempio, si vanta di essere una delle acque piovane più pure al mondo. Viene raccolta in Tasmania, non lontano dall’Antartide, dove piove 187 giorni all’anno (governo ladro).

Ma non è l’unica acqua piovana in bottiglia. Abbiamo anche l’americana Oregon Rain e un’altra australiana, la King Island Cloud Juice, servita anche ai tavoli del più famoso ristorante del mondo, il Bulli di Ferran Adrià. Se prenotate oggi, potrete assaggiarla fra sei o sette mesi (il tempo standard di attesa). Impazienti? Allora provate qui.

Se non vi bastano le gocce di pioggia o gli iceberg, si può bere anche l’acqua santa. No, non stiamo scherzando. Parliamo della Kabbalah Water, proposta dal Kabbalah Centre International Foundation.

Quest’acqua non ha un packaging speciale né un processo di estrazione complesso, ma pare che una star come Madonna sia disposta a spendere 10mila dollari al mese pur di non farsela mancare. Sembra che questo sia il segreto della diva, seguace appunto della Kabbalah, per tenersi in forma.

Ma c’è un’ultima domanda. Cosa succede se avete comprato una qualunque delle bottiglie del Ristorante Scialacqua e vi è arrivata tiepida? Nessun problema. Abbiamo una soluzione adeguata. Si chiama Glace Luxury Ice Co, un’azienda specializzata nella produzione di cubetti di ghiaccio di lusso, realizzati con acqua privata dei sali minerali in modo da non alterare il sapore delle bevande e dei cocktail in cui vengono immersi.

Li potete ordinare direttamente su Glace Ice. Il costo? La solita inezia. La confezione da cinque, solo 40 dollari. Per quella da dieci ce ne vogliono 80. Ma potete risparmiare notevolmente al vostro party (per copiare un cliente famoso: Hugh Hefner): 240 pezzi per 1440$. Ci è venuto solo un grosso dubbio: ma se si sciolgono durante il trasporto?

 

Enrico Remmert e Luca Ragagnin

illustrazioni di Lucio Villani

tratto da Slowfood, num 45 (apr 2010)

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