Basta un poco di trucco?

Nel balletto di grandi aziende e multinazionali che cavalcano l’onda lunga dei prodotti “naturali” fa il suo ingresso in grande stile la Coca Cola. Anzi la Coca Cola Life. L’onnipresente azienda statunitense ha annunciato a fine giugno il lancio della prima bibita (parzialmente) zuccherata con la stevia dimezzando le calorie rispetto alla versione classica. Fin qui nulla da eccepire. I dubbi ci vengono davanti alla, sicuramente efficace, campagna di comunicazione con il claim che recita: «Dolcificata naturalmente, deliziosa e con poche calorie» corredato di tappo ed etichetta verde scuro. Il solito richiamo “al naturale” da minimo sforzo e massimo risultato.

La Coca-Cola impiega già la stevia in 45 diversi prodotti (tra cui la Fanta), in particolare nei succhi di frutta perché pare che nelle bevande gassate non rendesse come desiderato. E così i camici bianchi si sono messi all’opera per ottenere un prodotto gradito al mercato. L’ipotesi è che il lancio venga fatto in Argentina, dove la Coca-Cola domina il mercato, per poi essere introdotta nel resto del mondo come avvenne con la Zero.

Ma la Coca Cola è in buona compagnia e non sono poche le aziende alimentari che producono piatti pronti a convertirsi al “naturale”. Ne riporta qualche esempio la rivista Time. Mac donald’s rende più “reali” i panini per la colazione, i deliziosi Egg White Delight McMuffin: l’albume perfettamente circolare è stato sostituito con uno che sembra preparato dalla mammina. Restando sul tema dell’irregolarità, la Kraft Foods ha dedicato due anni di studi per riuscire a proporre fette di tacchino che sembrassero tagliate a mano e non affettate in un processo seriale. Mi vien da chiedere, ma siamo davvero così polli? Stessa scelta per la pizza Domino: i vertici aziendali hanno invitato i propri dipendenti a non essere troppo precisi nel tirare la pasta…

Insomma, il cibo precotto e i fast food continuano a piacere assai – tanto che negli ultimi cinque il settore negli Stati Uniti è cresciuto del 14% raggiungendo i 392,5 miliardi di dollari, e quella del fast food è aumentata del 13%, arrivando a 225,6 miliardi di dollari – ma piace assai anche farsi menar per il naso…

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Fonte: il fattoalimentare  

In foto: Egg White Delight McMuffin