Baie da Favola e cucina verace: benvenuti a Sestri Levante

La chiamano la città dei due mari, stretta tra le sue due baie. Vista dall’alto è una lingua di terra che si allunga sul promontorio 1280px-Sestri_Levante_Baia_del_Silenziofino al porto, con le tipiche case dalle tinte pastello arroccate sulla collina e adagiate sulla spiaggia. A Sestri Levante, come spesso accade in Liguria, quasi non c’è distanza tra il mare e la montagna che lo sovrasta. Hans Christian Andersen, lo scrittore, si era innamorato delle due baie: quella che da lui ha preso il nome di baia delle Favole, lungomare e ombrelloni, e quella del Silenzio, un golfetto rotondo, raccolto e sognante, con la spiaggia che sconfina negli scogli del Monte dei Cappuccini. In mare e sulla sabbia stanno ormeggiate le barche dei pescatori, uguali a quelle delle foto di cinquant’anni fa. Alla fine di luglio la spiaggia si anima delle luci e dei colori della Barcarolata, una sfilata di barche allegoriche che navigano nella baia del Silenzio. Sul lungomare si vedono ragazzi in costume e signore in tailleur, ma i pescatori sono ancora parte integrante della comunità. Come la cooperativa Pelagica Ittiturismo, un’associazione che ha messo su un locale gestito da chi quel mare lo conosce bene e cucina i suoi frutti a seconda della disponibilità stagionale. Si trova lungo la strada che conduce al porto: qui si può bere un bicchiere di bianco assaggiando qualche acciuga fritta, gamberi e pesce freschissimo, per un pranzo o un aperitivo sul mare. Ma da queste parti la gastronomia non è solo quella di pesce: come in tutta la Liguria, la cucina di terra sconfina nel mare. La tradizione è fatta di piatti semplici, gustosi e veraci.

Qualcuno non l’ha mai abbandonata, qualcun altro l’ha riscoperta e la sta facendo riscoprire. Per provare questo connubio si va all’Osteria Cónbo, appena fuori dal carrugio. Aperta poco più di un anno fa, prende il nome dalla parola colombo in genovese antico, come l’omonima via in cui si trova. Forse basterebbe questo per far capire l’idea di cucina che vi si respira. Grande spazio alla carne e al quinto quarto, uno su tutti la tagliata di lombatello, con puntate interessanti tra acciughe, insalate di razza, sugo di gallinella e stoccafisso accomodato. Il merito del locale e dell’oste è anche quello di aver saputo riportare in carta i tagli usati da sempre nella cucina della tradizione, che oggi stanno ritornando in auge ma sono ancora difficili da trovare. Il menù cambia spesso, l’impronta è ligure, ma non si risparmiano le deviazioni in altre regioni. Cucina da osteria e da grandi stomaci, porzioni abbondanti ma anche preparazioni semplici e fresche che lasciano tutto lo spazio ai gusti degli ottimi prodotti utilizzati.

Vivere Slow
Da La Repubblica del 22 luglio 2015
Carlo Petrini
c.petrini@slowfood.it

Osteria Cónbo
Corso Colombo 53
Sestri Levante (Ge)
Tel. 0185 177 1781

 

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