Fino all’ultima sardina: gli esperti chiedono lo stop alla pesca

Ci dispiace dover fare sempre il bollettino delle specie in via di estinzione, ma davvero le nostre scelte alimentari fanno la differenza. Mangiare è un atto molto privato certo e sicuramente non vogliamo imporre nessun dogma. Ma solo invitarvi a riflettere sul fatto che le nostre scelte private e individuali hanno conseguenze pubbliche e sociali. Oggi purtroppo non vi diamo una buona notizia e nemmeno consigli gastronomici.

Le sardine si stanno esaurendo. Tanto che il Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (Ices) ha chiesto alla Commissione Europea di interromperne la pesca nelle acque atlantiche e cantabriche per almeno 15 anni, a partire dal 2018.

Secondo il comitato di esperti danese, la carenza di sardine al largo della penisola iberica ha raggiunto livelli tali che solo uno stop immediato alla sua cattura può consentirne la riproduzione e la continuazione della specie. Data l’area di interesse, a risentirne sarebbero in primis le flotte pescherecce del Portogallo e della Spagna, sulle quali già dal 2012 pendono delle restrizioni ma che, secondo l’Ices, si sono rivelate insufficienti.

Dal 2010 la quantità di sardine pescate è diminuita sensibilmente, passando da 89mila tonnellate a 22mila nel 2016. Quando nel 2012 sono state imposte le prime restrizioni si è passati da 80mila a 54mila tonnellate. Cosa che ha fatto insorgere i pescatori portoghesi, i quali sono stati costretti l’anno scorso a terminare le azioni di pesca a ottobre a causa del raggiungimento della quota. La frustrazione dei lavoratori del settore si confronta con l’aumento – paradossale – delle importazioni dall’estero (in particolare dalla vicina Spagna): tra il 2010 e il 2015, per far fronte alla richiesta dei consumatori, l’importazione è cresciuta del 11,6% per quanto riguarda il fresco e del 15,9% per il surgelato (fonte Sol).

Ora la richiesta “zero catture” passa nelle mani della Commissione europea. Naturalmente il parere dell’Ices non è vincolante e inoltre – secondo El Paìs – il fatto che a decidere se proibire cla cattura delle sardine sia un portoghese – nella fattispecie Joao Aguiar Machado, direttore generale degli affari marittimi e della pesca della Commissione Europea – non fa presagire nulla di buono per il destino di questi pesci.

«È evidente che l’allerta di sospendere la pesca delle sardine stia rivelando come le risorse del mare siano sfruttate fino al loro esaurimento» spiega Silvio Greco, presidente del comitato scientifico di Slow Fish. «Ma la carenza di pesce non è dovuta solo all’overfishing. Come se non bastasse, infatti, la siccità ha ridotto l’apporto dei fiumi al mare, una condizione che ha alterato il ciclo di riproduzione delle sardine e dei piccoli pelagici».

Un motivo in più per preoccuparci anzi occuparci del cambiamento climatico in corso. Per questo Slow Food ha laciato Menu for Change, la campagna di sensibilizzazione internazionale per sostenere i nostri progetti che in tutto il mondo aiutano contadini e artigiani anche a far fronte alle conseguenze del clima che cambia. Visita il nostro sito.

Maurizio Bongioanni
m.bongioanni@slowfoodl.it

 

 

 

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