Allevamento di suini, quale benessere?

Recentemente Il Corriere e Il fatto quotidiano hanno dato molta enfasi a una video-inchiesta realizzata dalla Lav e volto a rivelare cosa succede ai suinetti di pochi giorni di vita negli allevamenti italiani. maialini

In particolare il video si focalizza su una pratica che, se non proprio “nascosta” come la definisce l’articolo, di certo non è nota alla maggior parte dei consumatori, che non sempre hanno la piena consapevolezza di ciò che accade all’interno degli allevamenti. Il video mostra la castrazione dei suinetti, una pratica che in Europa, nel 2014, ha riguardato il 67% dei suini allevati, ossia 83 milioni di animali su 124 milioni di suini maschi complessivi. Per porvi fine, molte associazioni, cittadini e numerosi veterinari hanno aderito alla dichiarazione di Bruxelles Boars 2018 (boars2018.com) chiede di evitare questa pratica sul territorio dell’Unione europea entro la fine del 2018.

In Europa, i numeri raccontano situazioni molto diverse: in Uk il 100% dei suini non sono sottoposti alla castrazione; in Spagna  si è abbandonata in parte, secondo la destinazione finale delle carni; in Italia, invece, il 100% dei suini maschi vengono castrati. Questo avviene perché in Italia i suini vengono macellati a un’età e a un peso maggiori per la realizzazione di alcuni prodotti specifici come il prosciutto crudo. A richiedere la castrazione chirurgica dei suinetti, sostengono gli allevatori, sono le caratteristiche stesse di queste carni e il rischio che esse sviluppino un ormone chiamato “odore di verro”, che conferisce un sapore acre alle carni quando vengono cotte. Ma d’altro canto, sostiene la Lav, questo rischio non riguarda che una percentuale molto bassa, ossia il 3,31% dei suinetti ed evidenzia l’esistenza di pratiche alternative come l’allevamento di maschi non castrati o la vaccinazione contro l’odore di verro.

Nelle linee guida sul benessere animale, alla voce “Mutilazioni”, Slow Food esprime una posizione diversa. «Tutte le mutilazioni devono essere evitate. Si ammettono la decornazione, nel caso ci siano reali problemi di gestione della mandria, giustificando in maniera dettagliata i benefici che la decornazione e/o la cauterizzazione dell’abbozzo corneale porterà alla mandria e all’allevatore. Gli interventi dolorosi su animali sottostanno all’obbligo di anestesia e debbono essere eseguiti da tecnici competenti in materia. La cauterizzazione dell’abbozzo corneale è ammessa al di sotto delle tre settimane di vita, ed è consentita anche la castrazione nei primi giorni o nelle prime settimane, secondo le specie e solo se eseguita da personale autorizzato e previa anestesia locale».

Cosa significa tutto ciò nel caso specifico dei suini? Significa che al momento e vista la particolare situazione del nostro paese, dove c’è una forte tradizione norcina e dove i suini vengono macellati a un’età più avanzata e quando le loro carni – con percentuali più elevate di grasso – possono essere correttamente lavorate, prevediamo che i suinetti di pochi giorni siano castrati, seguendo norme precise. Non castrare un suino significa anche macellarlo prima e non avere una carne così gradevole al gusto.

Ciò non vuol dire che non condanniamo quel che ha mostrato il video della Lav. In molti allevamenti – come stiamo dicendo da tempo – agli animali non è garantito alcun tipo di benessere e le scene mostrate dal video sono un tipico esempio di quanto poco importi, in genere, la salute degli animali che vivono in molti (troppi) allevamenti. Oltre alle castrazioni senza anestesia e praticate spesso da personale non formato, per i suini i motivi di sofferenza in un allevamento sono molteplici: si va dalle ferite che non vengono curate, ai suinetti lasciati spesso agonizzanti e privi di cure allo sviluppo di numerose patologie respiratorie. I passi da fare per migliorare le condizioni di vita dei suini negli allevamenti sono ancora moltissimi, e riguardano i loro primi giorni di vita così come la loro crescita fino alla macellazione.

Al tempo stesso, guardiamo con attenzione ai sistemi alternativi, che sono oggetto di studio e di sperimentazione e che potrebbero suggerire metodi che causino meno sofferenze e stress agli animali e che al tempo stesso garantiscano ai produttori di poter lavorare comunque un prodotto di alta qualità.

Lato nascosto degli allevamenti suini – corriere.it
Le sevizie sui cuccioli documentate dalla Lav – il fatto quotidiano

 

 

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