Al cinema c’è Un mondo fragile

Il mondo contadino sudamericano in drastico cambiamento, con gli annosi problemi dovuti allo sfruttamento del suolo da parte delle multinazionali, torna a interessare le platee dei festival di cinema. Dopo Ixcanul del guatemalteco Jayro Bustamante, un po’ sopravvalutato Orso d’Argento allo scorso Festival di Berlino, è la volta del bel film colombiano La tierra y la sombra, in uscita italiana con un titolo che non lascia spazio a interpretazioni, diretto com’è il film, Un mondo fragile. Vincitore della Camera d’Or (la selezione dedicata agli esordienti) dell’ultimo Festival di Cannes, è diretto dal ventottenne César Augusto Acevedo. Una pellicola che nasce da una tesi che era a tutti gli effetti una sceneggiatura per un film duro, aspro, attraverso il quale sembra quasi di respirare la polvere letale che aleggia nel luogo in cui è ambientato.

UnmondofragilePochi i dialoghi, molti gli sguardi eloquenti di un gruppo di magnifici attori «presi dalla strada», come si diceva una volta. Ed è preziosa la fotografia di un paesaggio che è protagonista a volte più degli attori in carne e ossa. La storia è quella di Gerardo, che si è ammalato a furia di respirare la cappa di cenere imperante su una terra una volta ricca e che adesso è in balia di coltivatori senza scrupoli di canna da zucchero. Viene in suo soccorso il padre che aveva abbandonato la famiglia tanti anni prima: prova a riconquistare la fiducia della moglie e, soprattutto, cerca di conquistare quella del nipote che non conosce. È proprio su questo rapporto, sull’attaccamento a una terra che è solo un pallido ricordo del suo passato, sulle barbare condizioni di lavoratori che perdono ogni dignità per diventare poco più che schiavi, che il film gioca le sue carte migliori. Il finale, com’è prevedibile, non ha nulla di happy: Acevedo sceglie, giustamente, di andare fino in fondo alla sua scelta “neorealista” e non fa sconti né alla storia né al pubblico. Un esordio sorprendente, che esce in Italia grazie alla Satine, una piccola casa di distribuzione che ci offre film di grande interesse e stimolo per riflettere sul nostro futuro. Com’è Un mondo fragile: una pellicola di grande spessore culturale e umano. Da vedere e far vedere.

Angelo Surrusca
a.surrusca@slowfood.it

Lo potrete vedere a partire dal 24 settembre distribuito sul grande schermo da Satine Film con il patrocinio e la collaborazione di Slow Food Italia

Qui invece le date del tour del regista e le informazioni sul film e la distribuzione

Questa sera invece ve lo potrete gustare al cinema Vittoria di Bra per un anteprima nazionale.

 

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