Aggiungi un posto alla mensa

Copertina pensachemensaParlare di mense scolastiche significa parlare di educazione all’alimentazione, di consumo sostenibile e consapevole, di lotta agli sprechi alimentari. Buone pratiche che dalla scuola si possono trasmettere alle famiglie e viceversa. Per questo Slow Food ha raccolto in un nuovo, agile vademecum scaricabile gratuitamente il frutto della propria esperienza in favore di una ristorazione collettiva di qualità.

Il manuale si rivolge a tutti i soggetti che compongono il sistema delle mense scolastiche: genitori, insegnanti, dietisti, cuochi, enti appaltanti e società di ristorazione. A ognuno di questi interlocutori è rivolto un discorso specifico, riportato simbolicamente all’interno di un “menù” con informazioni utili e di un “piatto” che suggerisce le soluzioni migliori.

Le ultime indagini sullo stato di salute delle nostre mense restituiscono un quadro non sempre roseo: il servizio coinvolge nel complesso 2,5 milioni di utenti, con 380 milioni di pasti l’anno e un fatturato di circa 1,3 miliardi di euro.

Non tutti gli istituti, però, possono contare su una mensa. Secondo quanto riporta un’indagine conoscitiva del Ministero della Salute effettuata nel 2014, ne è dotato solo il 74% delle scuole esaminate (1.168 istituti comprensivi su un totale di 4.294 plessi). Il report “(Non) Tutti a mensa!” di Save the Children stima un dato ancora più basso, prendendo in esame le scuole primarie dei 45 comuni capoluogo sopra i 100mila abitanti: secondo la Ong, ben il 40% degli istituti principali sarebbe privo di un servizio di ristorazione, con punte vicine o superiori al 50% in alcune regioni del Sud (Puglia, Campania, Sicilia).

Le criticità non mancano nemmeno là dove le mense esistono, a cominciare da quelle evidenziate sotto il profilo economico. In più di metà dei comuni monitorati da Save the Children l’accesso a rette agevolate e riduzioni è limitato ai soli residenti. In sei capoluoghi non si prevede l’esenzione dal pagamento nemmeno per le famiglie più povere, mentre otto comuni escludono il bambino dal servizio in caso di insolvenza dei genitori.

La gestione dei servizi è in appalto nella gran parte degli istituti, ma la funzione di controllo svolta dalle scuole spesso non è abbastanza incisiva: non tutte le scuole prevedono la presenza effettiva di una Commissione mensa, composta da genitori e insegnanti insieme a rappresentanti di Asl e comune. Scarso anche il coinvolgimento delle famiglie nelle iniziative di educazione alimentare, secondo quanto testimonia l’indagine del Ministero.

mensa-scuola350Che dire della qualità del servizio? Come in altri aspetti troviamo luci e ombre: tre quarti dei plessi misurano la soddisfazione degli utenti, ma per la grandissima parte soltanto su base annuale. È senz’altro positivo il fatto che un 73% delle mense realizzi menù con alimenti a ridotto impatto ambientale (km 0, biologici o acquistati direttamente dai produttori), ma sotto il profilo della sostenibilità c’è da sottolineare che più di metà delle scuole impiega piatti e posate a perdere e non si occupa di rilevare un’eventuale esistenza di avanzi o eccedenze: nel 16% dei casi, poi, non si provvede nemmeno alla raccolta differenziata.

Resta insomma molto da fare, anche perché le scuole sono un presidio irrinunciabile nell’educazione alimentare. Dall’indagine 2012-2014 del sistema di sorveglianza nazionale “Okkio alla Salute” sappiamo che il 20,9% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso. Una percentuale in leggera diminuzione ma tuttora alta e influenzata dalle abitudini alimentari scorrette, come una colazione non adeguata o un consumo frequente di merendine e bevande zuccherate.

Proprio per questo motivo Slow Food, insieme a ActionAid e Cittadinanzattiva, promuove nell’ambito dell’alleanza “Italia, Sveglia!” un insieme di iniziative volte a rafforzare il ruolo della ristorazione scolastica nella lotta alla cattiva alimentazione: tra queste il progetto “La mensa che vorrei”, lanciato durante Expo per sensibilizzare cittadini e studenti sui temi dello spreco e del diritto al cibo, che coinvolge 4mila tra studenti e insegnanti e 1.800 genitori di 30 diversi istituti scolastici.

Andrea Cascioli

a.cascioli@slowfood.it

Credit: Scuola d’Infanzia La Gabbianella, Moncalieri (TO)

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