Acetosella, menta, ortica, ginestrella. Fatevi prendere dalle erbe selvatiche

Ci troviamo in un periodo d’abbondanza per tutte le verdure di stagione e per i primi frutti come le fragole. I prezzi sono buoni (fatta eccezione per i pomodori del Sud): per esempio quello degli asparagi si è consistentemente abbassato. Queste notizie valgono se si tiene ovviamente conto della produzione nazionale, e quindi dei mercati generali che distribuiscono i prodotti su tutto il territorio: altrettanto ovvio è che molti prodotti al Nord non sono ancora pronti (c’è anche stata qualche gelata) e se si vuole mangiare locale qualche limitazione in più va messa in conto.

Ma una soluzione ottima per ogni luogo c’è e fatevi stordire piacevolmente da quest’elenco: acetosella o romice, asparago selvatico, asparagine, barbabecco, cardogna, cavolicello, cicoria selvatica, costolina, finocchio selvatico, ginestrella, grattalingua, grespino, menta selvatica, ortica, papavero, radicchio di monte (radìc di mont, Presidio Slow Food friulano), raperonzolo e ajucca, rucola selvatica, salicornia, senape selvatica, stridoli, tamaro, tanaceto. Sono le erbe selvatiche che si trovano in primavera sul territorio nazionale, magari alcune solo in luoghi specifici o a determinate altitudini, ma ognuno può ricercarle dotandosi di qualche buon manuale.

È un bel passatempo per questi ponti vacanzieri che si stanno susseguendo, sia che ci si rechi in villeggiatura sia per approfittarne di una gita fuori porta in giornata, se si è costretti o si è scelto di restare a casa. E poi, se si ha la fortuna di abitare in una città o un luogo dove i mercati contadini sono vivi, veri e ben presenti, sicuramente anche al mercato troverete queste erbe che l’agricoltore stesso vi saprà suggerire come utilizzare in cucina, anche se va detto che preparando una frittata o un risotto difficilmente sbaglierete e sarà un modo perfetto per apprezzarle in tutte la loro fragranza.

Da questo punto di vista, scrivendo su un giornale di Torino, non si può non celebrare quel tripudio che è in questi giorni la tettoia del mercato di Porta Palazzo dove si trovano i contadini. Se riuscirete a farci un salto scoprirete una varietà di scelta che vi lascerà di stucco, e magari apprenderete anche qualche uso gastronomico tradizionale. Ma ciò vale per quasi ogni città italiana. Parliamo di prodotti che ci sono per poche settimane all’anno, è peccato non approfittarne.

 

Carlo Bogliotti

c.bogliotti@slowfood.it

da La Stampa di sabato 22 aprile 2017

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