A tavola con i grandi cuochi

La notizia ha fatto il giro della rete. Il Piemonte è la prima regione al mondo da visitare nel 2019 secondo la Lonely Planet. A guidare la scelta, non solo la vivace scena artistica e musicale o i paesaggi mozzafiato, ma anche un’offerta enogastronomica che è un felice incontro di culture. Insomma, i sapori piemontesi hanno conquistato la giuria della più famosa guida turistica e non poteva essere altrimenti: materie prime pregiate, dalle carni al tartufo, ricette storiche, piole o ristoranti stellati (ben 41), guidati da chef di grande livello. Conosciamone uno più da vicino: è Maurilio Garola, patron de La Ciau del Tornavento, tra i protagonisti dell’ultimo libro di Slow Food Editore “A tavola con i grandi cuochi”

Lo chef Maurilio Garola

Dalla sala del ristorante stellato ospitato in un ex asilo del piccolo paese di Treiso si gode una delle più belle viste che le Langhe possano offrire. Maurilio Garola è il motore e l’anima di questo locale diventato una tappa irrinunciabile per chi si trovi in zona. Nato a Torino, si forma nella storica gastronomia Castagno di via Lagrange: dopo avere lavorato per qualche tempo come autista per consegne a domicilio, entra nelle cucine e in pochi anni ne diventa lo chef. Resta lì per undici anni, poi si sposta prima a San Secondo di Pinerolo, nelle valli valdesi, e infine a Treiso, dove propone piatti che profumano di Piemonte ma non rinunciano a qualche gita più lontana, magari verso il mare.

 

Ospite a maggio 2013 delle Tavole Accademiche – la speciale mensa dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo –, Maurilio ha cucinato per gli studenti alcuni suoi piatti più noti, come gli gnocchi di patate ripiene di fonduta.

Per 4 persone

400 g di patate lesse calde

100 g di farina di grano tenero

un uovo

 

Per la fonduta:

200 g di castelmagno

200 g di fontina

200 g di latte

40 di farina di grano tenero

4 tuorli d’uovo

 

Inoltre:

un ciuffetto di salvia

burro

 

Iniziate con la preparazione della fonduta. Tagliate a cubetti i formaggi – al castelmagno si aggiunge la stessa quantità di fontina perché non sia troppo forte di gusto –, passateli nella farina e scioglieteli nel latte a bagnomaria aiutandovi con una frusta. Non appena il composto risulti omogeneo incorporate i tuorli d’uovo, uno ad uno, poi lasciate raffreddare.

Dedicatevi ora agli gnocchi. Amalgamate le patate con la farina e l’uovo, ottenendo un impasto morbido e consistente. Dividetelo in pallotte di circa tre centimetri di diametro e con un sac à poche farcitele di fonduta.

Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata; non appena risalgono a galla scolateli direttamente in una salsa di burro e salvia.

Adagiate in ogni piatto sei gnocchi e guarnite con qualche foglia di salvia. In questa stagione potete completare con lamelle di tartufo bianco di Alba.

 

A tavola con i grandi cuochi

Collana: Slowbook

Pagine: 352

Prezzo al pubblico: 30,00 €

Prezzo online: 25,50 €

Prezzo soci Slow Food: 24,00 €

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