A tavola con Brillat Savarin: i consigli per tenersi in forma

I consigli per una buona e sana alimentazione direttamente dal 1825 e tratti dal volume che ha dato il La per tutta la successiva saggistica gastronomica.

Dieta della longevità, dieta paleo, dieta fast: quante volte siamo rimasti abbagliati dall’ultimo regime ipocalorico che prometteva risultati strepitosi in tempi record?

Le diete sono sempre state un tema accattivante, fin da tempi non sospetti. I consigli che troverai di seguito arrivano direttamente dal 1825 e sono tratti dal volume che ha dato il La per tutta la successiva saggistica gastronomica: la Fisiologia del Gusto di Jean-Anthelme Brillat Savarin.

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Dalla Fisiologia del gusto, di Brillat Savarin

«Comincio da un fatto il quale prova che ci vuole coraggio, sia a prevenire l’obesità, sia a guarirne.

Monsieur Louis Greffulhe, che Sua Maestà onorò più tardi con il titolo di conte, venne una mattina a farmi visita e mi disse di aver saputo che mi occupavo dell’obesità, che egli ne era seriamente minacciato e veniva a chiedermi consiglio.

«Signore», gli dissi, «poiché io non ho il diploma di medico, ho il diritto di rispondere di no; sono tuttavia ai vostri ordini, ma a una condizione: ossia che mi darete la parola d’onore di seguire, per un mese, con rigorosa esattezza, la regola di condotta che vi darò».

Monsieur Greffulhe promise stringendomi la mano e il giorno dopo io gli diedi il mio regolamento, di cui il primo ordine era: pesarsi al principio e alla fine della cura in modo da avere una base matematica per accertarne il risultato.

Un mese dopo, Monsieur Greffulhe tornò da me e mi parlò all’incirca così: «Signore, ho seguito la vostra prescrizione come se da essa dipendesse la mia vita e ho verificato che in un mese il peso del mio corpo è diminuito di tre libbre, forse di più. Ma per arrivare a questo risultato sono stato costretto a fare a tutti i miei gusti, a tutte le mie abitudini una tale violenza e insomma ho tanto sofferto che, pur ringraziandovi vivamente dei buoni consigli, rinuncio al bene che me ne può derivare e per l’avvenire mi abbandono agli ordini della Provvidenza».

Dopo questa risoluzione, che ascoltai con qualche pena, accadde quel che doveva accadere: Monsieur Greffulhe ingrassò sempre più, ebbe gli inconvenienti dell’obesità eccessiva e a quarant’anni appena morì in conseguenza di una malattia di soffocamento a cui era diventato soggetto.

GENERALITÀ

Ogni cura dell’obesità deve cominciare con questi tre precetti di teoria assoluta: sobrietà nel mangiare, moderazione nel sonno, moto a piedi o a cavallo.

Questi sono i primi mezzi che ci offre la scienza: ma io non ci faccio grande assegnamento, perché conosco gli uomini e le cose e si sa che ogni prescrizione, se non è eseguita alla lettera, non può produrre effetto.

Ora:

  1. Occorre molta forza di carattere per alzarsi da tavola avendo ancora appetito; finché tale bisogno dura, un boccone chiama l’altro con un’attrazione irresistibile; e in generale si mangia finché si ha fame a dispetto dei medici e magari seguendo il loro esempio.
  2. Ordinare agli obesi di alzarsi presto la mattina è pugnalarli al cuore: essi vi diranno che la loro salute vi si oppone; che quando si alzano presto la mattina non sono buoni a fare nulla in tutta la giornata; le donne si lamenteranno di avere gli occhi pesti; tutti saranno pronti ad andare a letto tardi, ma si riserveranno il diritto di dormire beatamente la mattina; ed ecco così che uno dei mezzi sparisce.
  3. Andare a cavallo è una cura costosa che non è né per tutte le tasche né per tutte le condizioni sociali. Ordinate a una bella obesa di andare a cavallo, essa accetterà con gioia, ma a tre condizioni: la prima, che le si dia un bel cavallo, vivace e docile insieme; la seconda, che abbia un abito da amazzone fresco e tagliato all’ultima moda; la terza, che abbia per compagno uno scudiero compiacente e bello. È assai raro poter mettere insieme tutte queste cose, sicché poche vanno a cavallo. Il moto a piedi dà luogo ad altre obiezioni: stanca terribilmente, fa sudare ed espone a una falsa pleurite; la polvere rovina le calze, i sassi bucano gli scarpini e non è possibile continuare. E poi, se durante i vari tentativi capita il più leggero accesso di emicrania, se un foruncolo piccolo come una capocchia di spillo buca la pelle, se ne dà la colpa al regime, questo viene abbandonato e tanto peggio per il dottore.

Dunque, pur rimanendo stabilito che chiunque desidera vedere diminuire la propria grassezza deve mangiare moderatamente, dormire poco e fare più moto che può, bisogna tuttavia cercare un’altra strada per raggiungere lo scopo. […]

I CONSIGLI

  • Vi piace il pane? Ebbene, mangerete pane di segale; l’egregio Cadet de Vaux da un pezzo ne ha celebrate le virtù; è meno nutriente e soprattutto meno gradevole e ciò rende il precetto più facile a seguirsi. Perché, per essere sicuri di sé bisogna soprattutto fuggire la tentazione. Tenete bene a mente questo: è una sentenza morale.
  • Vi piace la minestra? Prendetela à la julienne, con legumi verdi, con il cavolo, con le radici; vi proibisco il pane, la pasta e la purea.
  • Per il primo servizio vi è permesso tutto, meno poche eccezioni: come il riso con le rigaglie e la crosta dei pasticci caldi. Mangiate, ma con circospezione, per non soddisfare subito un appetito che più tardi non sentireste più.
  • Il secondo servizio verrà in tavola e allora avrete bisogno di filosofia. Evitate i farinacei sotto qualunque forma si presentino; non vi rimangono l’arrosto, l’insalata, gli ortaggi? E poiché vogliamo concedervi un po’ di dolci, preferite la crema di cioccolata e la gelatina con il punch, con l’arancia e simili.
  • Ecco il dessert. Nuovo pericolo: ma se fino a questo punto vi siete condotto bene, il vostro giudizio andrà sempre crescendo. Diffidate di certi dolci fine-di-tavola (sono sempre brioche più o meno adornate); non prendete né biscotti, né pasticcini; vi rimangono frutta d’ogni specie, confetture e molte cose che potrete scegliere se seguirete i miei princìpi.
  • Dopo il pranzo vi ordino il caffè, vi permetto il liquore e vi consiglio il tè e anche il punch se capita.
  • A colazione, il pane di segale è obbligatorio; la cioccolata è preferibile al caffè. Ma io permetto il caffelatte un po’ carico; niente uova, tutto il resto a volontà, ma la colazione non si fa mai abbastanza presto la mattina. Facendo colazione tardi, succede che il pranzo si fa prima che sia compiuta la digestione; si mangia ugualmente e questo mangiare senza appetito è una grande causa di obesità perché si rinnova spesso.

ANCORA DEL REGIME

Fin qui vi ho tracciato, da padre tenero e un po’ compiacente, i limiti di un regime che allontana l’obesità da cui siete minacciati: aggiungiamo ancora alcuni precetti contro l’obesità che vi ha già raggiunti.

  • Bevete, ogni estate, trenta bottiglie di acqua di seltz, un bicchierone la mattina, due prima di colazione e altrettanti prima di andare a letto.
  • Fate uso abitualmente di vini bianchi, leggeri e aciduli, come quelli di Anjou.
  • Fuggite la birra come la peste, mangiate spesso radici, carciofi in pinzimonio, asparagi, sedani, cardi.
  • Fra le carni preferite il vitello e il pollo; del pane mangiate solo la crosta; nei casi dubbi lasciatevi guidare da un medico che adotti i miei princìpi; e qualunque sia il momento in cui avrete cominciato a seguirli, sarete presto freschi, belli, agili, sani e adatti a ogni cosa.»

 

IL LIBRO

Pagine: 400

Prezzo al pubblico: 14,50 €

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