Orgoglio piccante

soweto
Soweto è il sobborgo di Johannesburg che ha rappresentato il simbolo della lotta contro l’apartheid in Sudafrica e che ancora oggi è testimone di grandi contraddizioni e di ferite non ancora del tutto sanate. Una città a tutti gli effetti, cresciuta accanto alla metropoli e ad essa indissolubilmente legata.
E’ qui che alcuni agricoltori urbani straordinari hanno iniziato a coltivare una varietà di peperoncino che, per caratteristiche del terreno e del clima, acquisisce lì un sapore particolare e unico. Un sapore che lo ha portato a diventare una sorta di simbolo di un nuovo modo di fare agricoltura in città e un elemento di orgoglio per tutta la comunità. Non c’è ristorante, tavola calda o osteria che non dichiari con orgoglio di servire “Soweto Chili”, che non inviti a provarlo e che non ne racconti la storia.

Il peperoncino di Soweto è entrato quest’estate a far parte dell’Arca del Gusto, un catalogo che raccoglie la biodiversità alimentare a rischio di estinzione, e approderà a Terra Madre Salone del Gusto di Torino insieme ad altri cinquemila prodotti che, come lui, rappresentano opportunità di economia sul territorio, di aggregazione e di costruzione di una comunità che, in definitiva, è comunità del cibo.
Perché ciò che fa la differenza, quando parliamo di diversità agroalimentare, non è solo la genetica, ma entra in gioco il contesto culturale, quello ambientale, quello della narrazione. Ed ecco allora che un peperoncino coltivato a Soweto costituisce un elemento di cambiamento e di rilancio positivo per un intero sobborgo.

La biodiversità è la strada, e l’evento che si appresta a iniziare a Torino vuole essere da una parte la celebrazione di ciò che costituisce il tessuto dell’agricoltura familiare e di piccola scala in tutto il mondo, e dall’altra l’affermazione decisa e forte che senza un impegno diffuso, deciso e risoluto non ci sarà futuro per il nostro cibo e la nostra agricoltura.
I contadini che approderanno a Terra Madre sono i custodi di un patrimonio enorme, sono i difensori di un bene comune costantemente minacciato. Per questo noi cittadini non possiamo lasciarli soli in questa battaglia, così come non possiamo pensare che la perdita della biodiversità non sia un problema nostro. L’Arca del Gusto è la risposta che Slow Food, nel suo piccolo, prova a dare, ma tutti siamo chiamati a prendere coscienza della situazione, a dire la nostra e a metterci la faccia, o almeno la forchetta.

 

Carlo Petrini

da La Repubblica del 18 settembre 2016

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio
comments powered by Disqus