Buono, pulito e giusto: il successo di uno slogan

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Sabato 5 marzo alle 11, all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, Carlo Petrini presenterà – assieme a Cristina Bowerman, Tullio Gregory e Stefano Rodotà  – la nuova edizione di Buono, Pulito e giusto.

Buono, pulito e giusto è il testo cardine della filosofia di Slow Food: lo proponiamo in versione rieditata e ricontestualizzata con una corposa postfazione che ci aggancia all’oggi e a cosa è accaduto in un decennio, oltre agli 11 inserti – note a correre intitolate Oggi, pensandoci… – che si focalizzano su alcuni temi evolutisi in maniera più importante e interessante.

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Di seguito pubblichiamo uno dei nuovi contributi al volume: si tratta di un ragionamento di Carlo Petrini sul significato, la portata e il successo dello slogan con cui Slow Food si è fatta conoscere nel mondo: buono, pulito e giusto.

BUONO, PULITO E GIUSTO: IL SUCCESSO DI UNO SLOGAN

«Una nota affettuosa mi piace dedicarla ai dieci anni di questo slogan fortunatissimo, che si è originato proprio dal titolo di questo volume. «Buono pulito e giusto» è piaciuto subito. Il che non significa che immediatamente se ne siano capiti tutti i significati, ma sicuramente ha riassunto un comune sentire sul fatto che il nostro cibo ci deve dare piacere, deve far bene al pianeta, deve essere portatore di equità. Un comune sentire spesso vago, che non consentiva, appunto, e spesso ancora non consente, di vedere quanto è ampio l’areale tematico che «buono, pulito e giusto» copre. E infatti la cosa che mi ha fatto sempre sorridere in questi anni – e ancora succede continuamente – è che si ripetano i tentativi di correzione, oppure mi si attribuiscano versioni dello slogan che non ho mai varato: sono fioccati i «buono, sano e pulito», i «buono, pulito e genuino», i «buono, giusto e nutriente», i «buono, pulito e giusto anche nel prezzo»… insomma mille versioni, sartorializzate a beneficio di chi parlava in quel momento e delle istanze che più gli stavano a cuore. Mille versioni che più o meno ricordano l’originaria e che – al di là della piccola confusione che creano – sono il segnale di una consapevolezza di fondo: il cibo, per essere di qualità, non può che essere e fare tante cose contemporaneamente. Da sempre chiediamo tantissimo al nostro cibo: gli chiediamo il piacere immediato del gusto e quello a lungo termine della salute, gli chiediamo di sfruttare le risorse naturali ma anche di restituire l’energia sottratta, di essere accessibile ma anche di ripagare gli sforzi di chi lo produce. Gli affidiamo tante missioni impossibili, ma se lo produciamo e lo scegliamo in modo coerente, tutte quelle missioni saranno portate a compimento.»

Carlo Petrini

Leggi il booktweet del primo capitolo!

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Buono, pulito e giusto

di Carlo Petrini

pp. 354

Prezzo al pubblico: 14,50 €

Prezzo online: 12,33 €

Prezzo soci Slow Food: 10,15 €

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