Elogio dei legumi nel piatto

fagiolorosso_31Se lo meritavano, i legumi, e bene ha fatto la FAO a dedicare loro il 2016. Proviamo a usare questo tempo per portare i legumi da argomento di conversazione a voce regolare dei nostri menu. Se in 12 mesi faremo passare i legumi dal salotto alla cucina, avremo centrato l’obiettivo. In salotto siamo ormai bravissimi, parliamo dell’alto valore proteico di questi semini, ricordiamo con gratitudine le zuppe della nonna, o quelle paste e fagioli che il giorno dopo erano ancora più buone e il cucchiaio ci rimaneva piantato, ne conosciamo persino i vantaggi agronomici…“fissano l’azoto nei terreni”…. Ma i legumi medesimi languono nella nostra dispensa da mesi: ce li hanno regalati o li abbiamo comprati in un mercato o in una fiera (come Leguminosa che ci aspetta a Napoli dal 4 al 6 marzo) o li abbiamo trovati nella cassetta del gruppo di acquisto, ma non è mai il momento giusto per cucinarli. Quando si propone: “domani fagioli?” si levano gli scudi dei più delicati: “no, io soffro di colite”, “no, io devo restare leggero”. Se sono i commensali a proporli, si levano gli scudi di chi deve cucinare: “no, ci vuole troppo tempo”, “no, dovevate dirmelo prima, non li ho messi in ammollo”, “no, devo chiedere la ricetta alla nonna e ormai è andata a dormire”, “no, mi mancano gli altri ingredienti”. Le cucine son piene di no. Proviamo a trasformarne qualcuno in un sì, magari ricordando che i legumi sono un alimento che si relaziona con la nostra flora batterica e mangiandoli regolarmente eviteremo i problemi di appesantimento e gonfiore; provando a usare le ore della sera per farli cuocere perché l’indomani (l’abbiamo imparato dalle nonne) saranno ancora più buoni. E se non vogliamo farlo per amore (di noi stessi e della nostra salute) facciamolo per interesse: i legumi costano molto meno della carne e ne sono un perfetto sostituto. Con i soldi che risparmiamo possiamo acquistare carne migliore, che dovremmo mangiare solo una volta alla settimana, come d’altronde ci ripetiamo ormai da tempo, nei salotti.

Cinzia Scaffidi

Sostiene Slow Food, La Stampa del 3 gennaio 2016

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