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Filosofia

La filosofia di Slow Food attraversa i campi dell'ecologia, della gastronomia, dell'etica e del piacere. L'associazione si oppone al processo di standardizzazione dei gusti e delle culture e dello strapotere dell'industria agroalimentare.


Afferma che tutti hanno diritto al piacere, quindi bisogna difendere le culture, le tradizioni e i saperi che rendono possibile questo piacere, favorendone la fruizione collettiva attraverso appunto l'aggregazione in associazione e la realizzazione di eventi pubblici.

 

Per Slow Food la gastronomia abbraccia tutta la complessità del mondo del cibo che coinvolge le nostre vite e le vite di tutti in un intreccio di saperi e sapori che non riguardano soltanto il cibo, ma che da esso sono strettamente dipendenti.

 

Per approfondire queste tematiche ti consigliamo alcune letture:

 

Cibo e libertà (giunti, Slow Food Editore)Cibo e libertà (Slow Food Editore Giunti, 2013) di Carlo Petrini e Carlo Bogliotti. Prendendo spunto da eventi accaduti nella sua vita di gastronomo, e di presidente e fondatore di Slow Food, raccontando viaggi e avventure anche rocambolesche, ci narra la storia di questa liberazione, partita da un contesto locale per farsi via via globale. Una liberazione che passa attraverso l'energia che sa sprigionare la forza creativa della diversità, che va rispettata e valorizzata in tutte le sue sfaccettature (diversità umana, biologica, culturale, scientifica). Un'energia che va incanalata nelle maglie di una rete libera, virtuale ma anche reale, che consenta di stringere nuove alleanze per riuscire a cambiare per sempre la faccia a un sistema mondiale del cibo che, allo stato attuale, non ci garantisce un futuro felice. Per questo la gastronomia da liberata diventa elemento ''di liberazione'': per tutti quei popoli, del Nord e del Sud del mondo, che rivendicano la propria sovranità alimentare a partire dalla propria cultura e da ciò che hanno da offrire i luoghi che abitano. Cibo e libertà contiene storie e il dipanarsi di idee che stanno facendo la storia, che raccontano un passato appassionante e la prospettiva di un futuro di profondo benessere, ancora tutto da scrivere, soprattutto per i Paesi ritenuti più in difficoltà, come quelli del continente africano. Puoi acquistarlo qui.

 

Terra Madre (Giunti e Slow Food Editore)Terra Madre - Come non farci mangiare dal cibo (Slow Food Editore Giunti, 2013) di Carlo Petrini. Crisi energetica, climatica, alimentare, finanziaria: mai come oggi il mondo ha avuto paura per il proprio futuro. Il futuro è sempre imprevedibile, ma questo senso di grande incertezza è causato dal modello di pensiero che è stato causa prima delle crisi. Un modello che ha fallito e non sa trovare soluzioni innovative al di fuori del sistema globale che ha creato. L'alternativa a un futuro di crisi deve partire dall'alimentazione: il futuro del cibo è il futuro della Terra. Il cibo è stato snaturato fino a diventare un mero prodotto di consumo, privato dei valori profondi che ha sempre avuto, è diventato sprecabile, una merce qualsiasi, altamente insostenibile in tutte le sue fasi, dalla sua coltivazione fino all'atto di mangiare. Riscoprire la centralità del cibo nelle nostre vite e nelle nostre attività, ci può aiutare a trovare una chiave interessante per immaginare un futuro migliore. Saranno i contadini a salvare il mondo, con i loro saperi, grazie alla loro estraneità con il modello di pensiero imperante, grazie al fatto che sanno lavorare in sintonia con la natura, con la madre Terra. Con una lettera di Enzo Bianchi. Puoi acquistarlo qui.

 

Copertina di Buono, pulito e giusto (Einaudi)Buono, pulito e giusto - Principî di nuova gastronomia (Einaudi, 2005). C'è chi ancora pensa ai gastronomi come a una cricca di mangioni egoisti, incuranti di ciò che sta loro attorno e per lo piú appartenenti a un'élite facoltosa. Certo, il cibo può e dovrebbe essere un piacere (a cui tutti abbiamo diritto), ma mangiare, ci fa riflettere Carlo Petrini, è anche «un atto agricolo»: selezionando cibi di buona qualità, prodotti con lavorazioni e criteri che rispettino l'ambiente e le tradizioni locali, favoriamo la biodiversità e un'agricoltura equa e sostenibile. Di conseguenza, se nutrirsi è un «atto agricolo», produrre dev'essere un «atto gastronomico» conforme, come recita il titolo, ad almeno tre criteri essenziali: buono, pulito e giusto. Attraverso vivaci frammenti autobiografici (dalla storia dei peperoni di Costigliole d'Asti, agli incontri con le culture contadine in Messico, Scandinavia, Africa...) intercalati a meditate riflessioni, cifre e proposte concrete, l'autore ci fa comprendere quanto è ampia oggi la galassia delle discipline e dei diversi savoir faire che gravitano intorno al cibo. Puoi acquistarlo qui.


   

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